Una vacanza nel deserto con il figlio piccolo, si avventurano a piedi e si perdono. Ultimi sorsi d’acqua a disposizione, poi il sacrificio dei genitori


 

Ornella  e David Steiner sognavano questa vacanza da una vita. Lei 51, lui 42 anni. Cinque settimane negli Stati Uniti, in giro a scoprire le bellezze naturalistiche del nuovo mondo. Avevano portato anche il figlio Enzo, 9 anni. Partiti da Reims, appassionati viaggiatori come prima tappa avevano individuato il White Sand, il deserto bianco del New Mexico, il più grande deserto di gesso del mondo. 

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Giovedì scorso avevano deciso di esplorare la zona. Più di 40 gradi all’ombra, un’enorme distesa bianca davanti senza un albero che potesse offrire un riparo. La guida sconsiglia, ma loro partono lo stesso. Troppa la voglia. Troppo il desiderio. Troppa pura la sicurezza. E del piano che era stato previsto va bene poco o niente. Lasciano la macchina all’ingresso del deserto, poco dopo Ornella accusa il caldo e torna sui suoi passi, la troveranno le guide morta a metà tragitto. David continua insieme al figlio, ma il caldo è forte, il sole picchia e manca l’acqua. Ha due litri con se, pochi per entrambi. Decide di darla al figlio per evitare che dopo quella di Ornella e la sua, il deserto si prenda anche al vita del piccolo Enzo. Un giorno dopo, quando scatta l’allarme, le guide del parco de White Sand lo trovano ustionato, disidratato ma ancora vivo poco distante dal corpo di David. Lo caricano su ambulanza fino al più vicino ospedale prima di metterlo su un aereo direzione Francia dove lo aspettano i nonni. Sui corpi dei coniugi Steiner è stata disposta l’autopsia. La loro passione se li è portati via. Ma qualcosa di molto bello sopravviverà a due vite strappate.

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