Vomita 20 volte al giorno, ma nessuno sa dirle qual è il problema finché lei stessa non cerca i sintomi online e…


 

Ha solo 23 anni e dovrebbe avere il diritto di vivere la sua vita serenamente. Solo che non è così, perché Stephanie Horner ha una rara malattia che la costringe a trascorrere a casa praticamente l’intera giornata. Ha una malattia che, quando è al suo culmine, la porta a vomitare ogni 20 minuti. Per tutto il giorno. 

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Il suo calvario è iniziato nel 2011 e, nonostante le numerose visite mediche, nessuno le aveva mai fatto una diagnosi precisa. Solo cercando i suoi sintomi online, Stephanie si è decisa a rivolgersi a uno specialista che le ha confermato quanto aveva scoperto da sola: si trattava di Sindrome del Vomito Ciclico (CVS). La sua condizione, nei suoi episodi più severi, la porta a vomitare da 3 a 7 giorni di fila. Una volta al mese Stephanie è costretta a farsi ricoverare per reintegrare i liquidi (il rischio è che muoia disidratata) e, ovviamente, la sua vita è cambiata completamente. Non può lavorare ed è stata costretta perfino a lasciare l’Università. Quali sono i sintomi della malattia? Forti dolori addominali, nausea, mal di testa e, il più delle volte, non si individua subito la causa del problema e non si fa nulla per risolverlo. “All’inizio della malattia, quando non sapevo ancora di cosa si trattasse, ma comunque vomitavo sangue, ho trascorso moltissime settimane in ospedale ma nessuno è stato in grado di dirmi quale fosse il mio problema” ha spiegato la ragazza al Daily Mail. ‘’È molto frustrante – ha aggiunto – perché non ho la libertà di pianificare una vacanza, un viaggio, di uscire con le amiche e nemmeno di lavorare’’ ha detto. Per gestire la malattia e vivere in pace, per quanto questo sia possibile, Stephanie prende 6 diversi medicinali. Poverina. Per fortuna, al suo fianco, c’è un uomo d’oro, Paul Driver con il quale Stephanie sogna di passare la vita. Ma è molto preoccupata del futuro e di possibili gravidanze: ‘’Se dovesse prendermi un attacco solito, mentre sono incinta, correrei il rischio di perdere il bambino” ha concluso. Noi ci auguriamo che la scienza faccia passi da giganti e riesca finalmente a trovare una soluzione alla condizione debilitante di Stephanie.  

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