“È idrocefalo”. Una diagnosi mostruosa i medici dicono che non ha speranza di vita. i genitori non mollano e vanno avanti: “Abortire? Non se ne parla!” Poi arriva il giorno del parto: quando vedono il piccolo restano tutti senza fiato


 

L’attesa di un bebè è un momento meraviglioso, nove mesi in cui la vita si rivoluziona per mettere al mondo un nuovo essere umano. Non c’è nulla di così magico e unico. Poi, ci sono situazioni difficili e drammatiche, ma anche genitori che non si arrendo e vanno avanti con coraggio. Nick Schnarr e sua moglie Brooklyn, erano in attesa del loro terzo figlio. I medici avevano comunicato alla coppia una notizia terribile, Nick ha raccontato così la loro esperienza su Facebook: “Per gli scorsi nove mesi, mia moglie ha portato in grembo un bimbo molto malato. Tre o quattro mesi fa, abbiamo saputo che il piccolo aveva una forma molto grave di idrocefalo. Un tempo se ne parlava come di ‘acqua nel cervello’, dal momento che si tratta di un eccesso di liquido cerebrospinale. Siamo stati indirizzati verso l’ospedale pediatrico di Cincinnati dove, alcuni dei più famosi esperti di neonatologia, ci hanno detto che si trattava di un caso molto grave”. Una situazione disperata, riuscire a comprendere lo stato d’animo della coppia è veramente difficile. Nick ha spiegato i momenti della gravidanza e quanto hanno sofferto lui e la moglie: “Le condizioni del bambino erano così serie che gli specialisti hanno anche smesso di monitorare il livello di liquido nel cervello a quel punto, non aveva alcun senso”. (continua dopo la foto)



“Ci era stato detto – prosegue l’uomo – che c’erano più del 90% di possibilità che il piccolo potesse morire dopo il parto o che avesse danni cognitivi così gravi che lo avrebbero condannato a una vita molto difficile. Siamo stati informati sulle cure palliative e sulle misure per tenerlo in vita. Abbiamo avuto una lunga, terribile ed emotivamente molto stressante discussione etica su quando e se avremmo dovuto sospendere le cure che lo avrebbero tenuto in vita. Quando cioè lo avremmo fatto ‘spegnere serenamente’. La donna a quel punto si è trasferita a Cincinnati, mentre il marito e aveva preso una stanza d’albergo non troppo lontano dall’ospedale, nel caso fosse iniziato il travaglio. Nick era disperato andava su e giù, cercando di continuare a lavorare e pretendersi cura delle altre due bimbe Sophie e Lily che erano rimaste a casa. Il 18 luglio, è arrivato il momento: “Letteralmente 15 minuti prima che la portassero in sala operatoria per il cesareo – ha raccontato su Facebook – abbiamo avuto un ultimo incontro con i medici sull’uso del tubo per farlo respirare e quando avremmo dovuto rimuoverlo, permettendo al bambino di lasciare questo mondo. Indovinate cosa? Il bambino è nato piangendo: il suono più bello che io abbia mai sentito”. (continua dopo le foto)



 


Il piccolo stava bene. Charlie Edward Schnarr è rimasto in terapia intensiva per qualche tempo ma poi lo hanno a casa, è un bel bambino e fa tutto quello che fanno gli altri bimbi. Ha una leggera ipertrofia ventricolare, da monitorare durante controlli regolari. Come è potuto succedere? “I medici – ha detto Nick – ci hanno detto: ‘Non possiamo darvi una spiegazione scientifica per quello che avete vissuto’. In qualche modo il cervello deve aver trovato un modo per incanalare il fluido. Durante le scorse settimane ho sentito parlare di intervento divino e miracolo, così tante volte, da aver perso il conto. Infermieri con anni di lavoro alle spalle, stimati medici sono rimasti senza parole, ma felicissimi. A causa dell’effetto domino amici, parenti, clienti, colleghi e anche gli sconosciuti hanno pregato per noi. Dal profondo del mio cuore li ringrazio tutti, per i pensieri, le preghiere, le parole di incoraggiamento, i messaggi, le mail… Le preghiere sono potenti. Dio esiste e fa ancora miracoli”.

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