Impegnati in un caso di omicidio, gli investigatori sentono all’improvviso il pappagallo della vittima pronunciare una frase inquietante. Così hanno un’illuminazione e il colpevole si delinea finalmente all’orizzonte


 

Un delitto avvenuto tra le mura di casa, di quelli che purtroppo si leggono spesso sulle pagine dei giornali di questi tempi. Ma che ha fatto particolare scalpore a causa delle particolari dinamiche dell’accaduto e, soprattutto, dell’identità del testimone decisivo per incastrare il responsabile dell’omicidio. Ovvero (e non stiamo affatto scherzando) un pappagallo. Tutto è successo nello stato del Michigan, in America. Una donna di 49 anni, Glenna Duram, è stata condannata perché ritenuta responsabile della morte del marito Martin, 46 enne, freddato con cinque colpi di pistola all’interno della propria abitazione di Sand Lake. I sospetti sono subito ricaduti sulla donna, che a sua volta era stata trovata ferita a terra con una pistola in mano. Ma le dinamiche non era sembrate fin da subito chiare anche perché lei, sopravvissuta miracolosamente al colpo che si era rivolto alla tempia, negava inizialmente nonostante l’evidenza. A inchiodarla però il pennuto di casa, Bud, che era presente sulla scena del crimine. La sua testimonianza, per quanto bizzarra, è stata presa in considerazione dagli investigatori alla ricerca di prove per inchiodare Glenna. (Continua a leggere dopo la foto)







Il pappagallo, dopo l’accaduto, era stato infatti preso in custodia dall’ex moglie di Martin, Christina Keller, che lo aveva preso in custodia e che ha raccontato agli investigatori come il pennuto continuasse a ripetere in maniera insistita le parole ascoltate durante il diverbio che aveva preceduto il delitto: “Non sparare, non sparare”. I genitori della vittima si sono così convinti della possibilità che l’animale avesse ascoltato la discussione della coppia e perciò aveva cominciato a ripetere le parole che aveva ascoltato durante la lite. “Personalmente credo che fosse lì e che si ricordi e ripeta quello che ha sentito” ha riferito a Fox News il padre di Martin, Charles. (Continua a leggere dopo la foto)




 


 

“Quel pappagallo percepisce tutto e lo ripete” ha confermato la mamma della vittima, Lilian Duram. Gli stessi investigatori avevano inizialmente pensato di coinvolgere il pappagallo e sfruttare le sue parole come prova nel giudizio finale, ma alla fine l’idea è stata scartata. Nel frattempo erano infatti stati rinvenuti documenti della polizia indicano che la coppia aveva problemi con il gioco d’azzardo e, secondo gli agenti, Glenna aveva lasciato diverse lettere che annunciavano il suo suicidio. La donna continua a negare di essere stata l’autrice di quegli scritti anche in presenza di un’attenta analisi calligrafica che accerta il contrario.

“È colpa del suo pappagallo…”. Choc e incredulità in Sardegna. Un agguato in piena regola: la aspetta dietro l’angolo e poi le sferza 11 coltellate. Vendetta incontrollata per quest’uomo di 46 anni. Quando i carabinieri gli chiedono il perché, lui…

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