“Questo bambino non nascerà”. A causa di una grave malattia i medici le dicono che la gravidanza è impossibile. Anche il marito è molto malato, ma loro non si scoraggiano e lei resta incinta. Una coppia eroica


 

Un figlio è una gioia grandissima, l’attesa e poi la nascita sono momenti unici e irripetibili, ma ogni mamma ne è consapevole: un bebè richiede un lavoro, per quanto piacevole, a tempo pieno. Tuttavia, quello che per la maggior parte dei genitori può essere ‘solo’ impegnativo, per Sheree Psaila è praticamente impossibile. Questa giovane donna di 22 anni è nata con la Artrogriposi Multipla Congenita (AMC), una grave patologia che provoca una rigidità che le impedisce di avere tono muscolare su gambe e braccia. Appena nata, i genitori della ragazza erano stati messi in allerta sulle brevi aspettative di vita, dissero che la piccola non sarebbe sopravvissuta a l’anno di vita. La coppia si è dedicata con abnegazione alla figlia, facendole fare degli interventi che cambiarono la diagnosi. Dopo alcune operazioni, infatti, i dottori dissero che la bimba sarebbe sopravvissuta, anche se sarebbe stata costretta su una sedia a rotelle per il resto dei suoi giorni. Ma ancora una volta Sheree ha stupito tutti e all’età di 5 anni ha iniziato a camminare continuando nel tempo a combattere per una vita “normale”. È riuscita a diplomarsi e ha iniziato un percorso di studi presso un istituto tecnico. (continua dopo la foto)







Terminati gli studi incontra Chris anche lui affetto da una malattia ereditaria che gli ha danneggiato la parte inferiore della spina dorsale. I due si sono innamorati, si sono sposati nel 2015 con la chiara idea di avere una famiglia. Sheree è rimasta incinta, ma sfortunatamente la gravidanza è andata male e ha perso il bambino. A quel punto i medici le hanno detto che molto difficilmente avrebbe potuto avere un figlio. “Ma non riuscivano a spiegarmi il perché “, ha raccontato la 22enne. Tra le tante ipotesi, oltre alla rara condizione clinica di cui è affetta, vi era la sua ridotta altezza, solo 122 centimetri. Ma i due non si sono arresi e ci hanno riprovato: Nei nove mesi che sono seguiti le paure li hanno accompagnati, ma alla fine l’8 febbraio del 2016 è nato Hayden John Psaila, un bambino perfettamente sano di 47 cm e con un peso di 2,5 kg. (continua dopo le foto)








 

Da quel momento in poi Sheree si è dedicata completamente a lui senza mai lasciarsi abbattere dalle difficoltà che comporta l’essere genitore, una condizione che la sua malattia rende molto più complessa. La donna infatti non può tenere il piccolo in braccio, ha difficoltà nel cambiargli il pannolino e quando piange può solo avvicinarsi a lui senza riuscire a prenderlo per consolarlo. “A volte quando piange, devo aspettare che qualcuno lo prenda”, racconta la ragazza. Per questi e altri motivi la donna necessita dell’aiuto di un’assistente che si reca a casa loro 5 giorni a settimana per 3 ore al giorno. Per il resto del tempo c’è Chris che è sempre presente. E questa giovane famiglia non potrebbe essere più felice.

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