“È l’isola della morte, ne siamo certi”. Ed è morta anche Elise, il suo corpo divorato dalle lucertole. Tutto il mondo parla di questo luogo ormai ‘maledetto’. E adesso spunta una foto della 30enne poco prima della scomparsa


 

Una foto. Una foto dei suoi ultimi istanti di vita riapre il caso di Elise Dellemagne, la turista belga di 30 anni trovata cadavere ad aprile scorso nell’isola thailandese di Koh Tao. Nel fermo immagine, diffuso dalla polizia, si vede la ragazza con lo zaino in spalla che cammina nella giungla, proprio a pochi metri da dove è stato ritrovato il suo corpo, poi divorato dalle lucertole. Era il 27 aprile scorso quando la giovane turista è stata trovata cadavere in quella che, come si legge sull’Huffington Post, è stata ribattezzata “l’isola della morte” perché, negli ultimi tre anni, è stata protagonista della scomparsa di ben otto stranieri, sette dei quali ritrovati senza vita. Tornando al caso specifico della Dellemagne, dopo il ritrovamento del corpo e dopo aver visionato i risultati dell’autopsia, gli inquirenti avevano chiuso le indagini. Non v’era dubbio per gli investigatori: è stato un suicidio. Un verdetto che, tuttavia, non ha mai convinto né i media locali né, tantomeno, la famiglia della vittima. Ora, però, la polizia thailandese ha riaperto le indagini e, come detto, diffuso questo ultimo scatto della ragazza scattato, a quanto pare, poco prima della sua morte. (Continua a leggere dopo la foto)



 

La foto è un po’ sfocata e infatti la mamma di Elise, Michelle, come riporta lndipendent, non è convinta che quella sagoma sia quella di sua figlia. Per la donna, che comunque non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio, è troppo robusta per essere la sua Elise, con cui è sempre rimasta in contatto. L’ultima telefonata risale a 10 giorni prima della scomparsa e, dice Michelle, la ragazza le era parsa tranquilla, serena: “Non credo in quello che ci ha detto la polizia. Abbiamo paura che qualcun altro sia coinvolto – ha spiegato la signora van Egten al Der Farang magazine – Siamo sempre più convinti che l’ipotesi di suicido della polizia sia sbagliata”. Ma in questo caso ancora così confuso, c’è anche la dichiarazione di un testimone oculare. (Continua a leggere dopo le foto)


 


 

 

Questa persona ha rivelato agli inquirenti che Elise, zaino in spalla, era stata costretta ad abbandonare la propria camera d’albergo, dove si era registrata sotto falso nome, a seguito di un incendio. Elementi, l’incendio e la registrazione sotto un’altra identità, che rendono questa storia ancora più torbida, misteriosa, intricata. E, di conseguenza, alla cattiva fama che ha ormai l’isola di Koh Tao, che si trova al largo della costa occidentale del Golfo del Siam. Come detto, è oggi nota come “Isola della morte”. Un nome che al sindaco di Koh Tao, Chaiyan Thurasakul, non va proprio giù. Il primo cittadino ha infatti accusato la stampa di aver “danneggiato la reputazione” di Koh Tao con questa nomina. Il quotidiano Samui Times, che non era ancora stato contattato sulle accuse, ha difeso la sua segnalazione in un post online che recita così: “Il Samui Times ritiene che sia nel migliore interesse di qualsiasi visitatore dell’isola essere consapevole delle numerose morti turistiche e del fatto che molte famiglie di coloro che sono morti sull’isola non sono soddisfatti delle indagini della polizia”.

“È una vergogna, non ci metteremo più piede!”. È tra i monumenti più visitati al mondo, ma ora è bufera sulla Bocca della Verità. Turisti increduli. Cosa sta succedendo