“. L’incredibile storia di quest’uomo, 45 anni, costretto a rinunciare alle comodità della tecnologia a causa di una malattia (rarissima) che gli ha cambiato per sempre la vita. Una storia che sembra un film


 

Una malattia assurda, rarissima, dai sintomi incredibili che rendono la sua storia simile a quella del personaggio di un film. E che lo costringono a vivere una vita ai limiti dell’inverosimile, rinchiuso in un tenda lontano dai lussi e dai confort della vita moderna. A raccontare la storia di Peter Lloyd, 45 anni originario del Galles, è il Sun: l’uomo soffre di una grave forma di elettroipersensibilità che significa, tradotto in parole povere, che non può avvicinarsi ad apparecchiature elettriche. E così eccolo rinunciare di colpo all’acqua, al televisore, al computer e al frigorifero. Al loro posto bottigliette di plastica per lavarsi e provvedere all’igiene e sacche per espletare i propri bisognini. Peter, che nella vita faceva l’istruttore di fitness prima che la malattia iniziasse a manifestarsi, è stato al centro di una lunga battaglia legale per ottenere il riconoscimento della sua condizione e l’aiuto nelle operazione quotidiane, chiedendo che ci fossero impiegati incaricati di passare di tanto in tanto dalla sua tenda per aiutarlo nello smaltimento dei rifiuti e per portargli la spesa, vista la difficoltà nel muoversi tra gli ostacoli che la società contemporanea crea al suo corpo. (Continua a leggere dopo la foto)



Molti fan hanno subito paragonato l’incredibile storia di quest’uomo alla sceneggiatura di una celebre serie tv in onda su Netflix, Better Call Saul, dove il personaggio di Chuck vive appunto una condizione analoga. La situazione di Peter è talmente rara che non esistono cure sicure e procedure standard da seguire, anche perché in casi del genere i sintomi variano da persona a persona e costringono i medici a procedere per tentativi. La sua abitazione si è così spostata da una casa privata di Thornhill, a Cardiff, in una tenda piantata nel giardino. Quattro o cinque volte la settimana arrivano persone a rifornirlo di cibo. (Continua a leggere dopo la foto)


 


 

“I primi sintomi – racconta lui – hanno iniziato a manifestarsi quando avevo una ventina di anni. Fino a quel momento la mia vita era stata quella di un qualsiasi altro ragazzo. Poi è iniziato l’incubo. Me ne sono accorto per la prima volta quando la presenza di un telefono cellulare mi ha causato dei forti malori. Ora riesco a malapena a camminare quando mi trovo in prossimità di un apparecchio”. Le autorità locali si stanno ora attrezzando per essere d’aiuto nei limiti del possibile, chiarendo però di non avere fondi a sufficienza per assisterlo a dovere.

Ha fatto le valigie, ha preso la sua tenda e l’ha piantata nel giardino di casa. E ora vive lì. Eppure un’abitazione ce l’ha. Ma è pazzo? Probabilmente voi lo giudicherete così, ma il suo gesto estremo ha un significato. Questo…