Una storia incredibile, un caso assurdo che ha lasciato il giudice a bocca aperta: questa 27enne era innamorata di una sua amica. E la storia assume contorni più che assurdi. Ma le cose non finiscono bene…


 

Un caso scioccante, una storia che su due piedi potrebbe far pensare alla bizzarra trama di un film e che è invece realmente andata in scena nel Regno Unito, raccontata sulle pagine della testata Metro e capace di fare il giro del mondo lasciando esterrefatti gli utenti. Una donna, in sostanza, si trova oggi a processo perché accusata di essersi spacciata per un uomo così da avere rapporti sessuali con una sua amica dalla quale si sentiva particolarmente attratta. Un camuffamento che è andato avanti per ben due anni quello inscenato da Gayle Newland, 27 anni originaria di Willaston, in Inghilterra, che pur di riuscire nel suo intento non aveva esitato a crearsi una nuova identità con un sesso diverso, quello maschile, per poi contattare la ragazza in questione attraverso i social network, dopo aver ovviamente inventato di sana pianta un profilo fittizio con tanto di fotografie, in realtà mai scattate. Un caso che tra l’altro sta creando anche notevoli strascichi a livello giudiziario, considerando che Gayle era stata in un primo momento condannata ma che ora dovrà affrontare un nuovo processo, che potrebbe ribaltare le carte. (Continua a leggere dopo la foto)



Finita in carcere, dove sarebbe dovuta rimanere per otto anni, Gayle è tornata in libertà dopo soltanto due di reclusione in attesa di un verdetto definitivo. A giudicarla sarà la corte di Londra, che dovrà valutare il peso delle accuse nei suoi confronti. La ragazza era riuscita a convincere la vittima a incontrarsi in alcune stanze dove consumare i loro rapporti ma, con una scusa o con un’altra, riusciva sempre a farle indossare una benda sugli occhi, così da non essere scoperta. A quel punto, per completare la messinscena, indossava anche abiti che camuffavano le sue forme e ricorreva all’utilizzo di un pene finto, così da far credere che si trattasse di un uomo a tutti gli effetti. (Continua a leggere dopo la foto)


 


 

Gayle ha rispedito le accuse al mittente, sostenendo di non aver mai esercitato alcuna violenza sull’altra nelle oltre 10 occasioni diverse in cui si erano incontrate e avevano consumato dei rapporti. Per l’accusa, però, il suo resta il profilo di una persona estremamente “fredda e manipolatrice”. Alla fine proprio quest’ultima tesi ha convinto i membri della giuria, che hanno condannato la 27enne. “Non voglio tornare in cella” ha urlato tra le lacrime Gayle. Che, però, ora dovrà finire di scontare la sua condanna in carcere.

“Che schifo, ma quello è un pene!”. Choc in metropolitana: i passeggeri salgono a bordo e si trovano davanti un sedile “a luci rosse” sul quale nessuno ha il coraggio di sedersi