”Le dica di spingere”. Tre giorni prima della data presunta del parto, le si rompono le acque poi, immediatamente, entra nella fase espulsiva. In un’ora circa succede un miracolo (che vale la pena ricordare)


 

In Australia era la giornata nazionale della Croce Rossa, lo stesso giorno, Nina Tassell, 37 anni, ha dato alla luce suo figlio. Cosa c’è di strano? Niente. O meglio, di strano c’è che tutto è successo in fretta e furia e la povera Nina è stata raggiunta dai dolori del parto in tempi record. E non ha neanche avuto il tempo di salire in macchina per andare in ospedale. Come riporta The West Australian, in casa con lei, fortunatamente, c’era il marito Adam e la sorellastra di lui che l’hanno aiutata non poco a partorire. Esatto, la donna ha partorito in casa. Nel passato capitava sempre, è vero, ma ormai siamo abituati ad altro: si va in ospedale alle prime avvisaglie o quando si rompono le acque. In genere, però, anche quando si rompono le acque, c’è tutto il tempo per arrivare in ospedale visto che il parto può avvenire nelle 48 ore successive. Erano le 9 di mattina del 26 gennaio 2017 (ma certe storie vanno ricordate di tanto in tanto affinché nessuno si dimentichi che i miracoli accadono) e a Nina si sono rotte le acque 3 giorni prima della data presunta del parto. Perciò, come erano stati istruiti nel corso di preparazione alla nascita, si sono iniziati a preparare per andare in ospedale. Ben presto, però, si sono resi conto che non avrebbe avuto modo di arrivarci perché Nina era già un pezzo avanti con la dilatazione. Continua a leggere dopo la foto








All’inizio, ovviamente, è stato il panico: ‘’Cosa facciamo?’’, si sono detti i due guardandosi complici. Poi hanno pensato che assecondare la natura sarebbe stata la cosa più saggia. E così hanno fatto. La sorellastra di Adam, Sonya Anson, era con loro e si è presa cura degli 3 figli più grandi mentre Nina partoriva il piccolino. ‘’Andare in ospedale sarebbe stato troppo a rischio. Rischiavo di dare alla luce il bimbo dentro la macchina – ha raccontato Nina – ho preferito partorire in casa. Così mi sono sdraiata a terra e mi sono lasciata andare’’. La preoccupazione, è innegabile, c’era. ‘’Se qualcosa fosse andato storto, sapevo che in casa c’erano solo mio marito e Sonya’’. La natura, però, paga il coraggio… Continua a leggere dopo le foto





 

‘’Dopo aver sentito dei dolori lancinanti, abbiamo visto spuntare la testa’’ ha raccontato Nina, il cui travaglio è durato in tutto un’ora. La cosa eccezionale? Il bimbo era un bimbo enorme, uno dei più grandi mai nati in Australia. Pesava 6 chili alla nascita e il fatto che sia nato in poco più di un’ora è pazzesco: in genere neonati così grandi nascono con il parto cesareo. ‘’Quando la sua testolina ha fatto capolino non sapevamo se stesse bene oppure no. Poi ha fatto un colpo di tosse e abbiamo capito che respirava e stava bene. Fondamentale l’aiuto di Sonya che, nel frattempo, era al telefono con i paramedici e dava indicazioni a Nina. ‘’Le dica di spingere’’, dicevano i paramedici dall’altro capo del telefono. E Nina seguiva pari pari tutte le indicazioni. Il piccolo è nato in un’ora sano come un pesce: ‘’Quando è nato e ho sentito che respirava mi sono tranquillizzata – ha detto Nina – eravamo tutti fieri di quanto fatto ma, quando abbiamo sentito che era arrivata l’ambulanza, siamo stati ancora più felici’’. 

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