“Ecco com’è facile morire colpiti da un fulmine. Ci è arrivato addosso come una bomba e…”


 

Chi ha paura dei fulmini dopo aver letto questa storia dirà di avere ragione. La racconta Paolo Lorenzon, istruttore del Cai di Ponte di Piave, sopravvissuto alla tragedia di Punta Penia, dopo essere stato colpito, insieme agli altri partecipanti all’escursione, da una saetta. “È stato come se ci avesse colpiti una bomba. Ho creduto di essere morto”. Poi giù, un volo nel vuoto di dieci metri. L’amico Mirco Querin, che gli stava a fianco in ferrata, ha perso la vita. Erano arrivati sabato sera al rifugio Castiglioni, sotto la Marmolada, un gruppo di 25 persone composto da allievi accompagnati in quota da gente esperta.    

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“A un tratto quel fulmine si è abbattuto su di noi con un terribile colpo, come si trattasse di una bomba. Io e il mio allievo, Renato Saviane di Monastier, siamo letteralmente volati. Sentivo una gamba e un braccio paralizzati e più in là stava il mio allievo tutto macchiato di sangue. Mirco era esanime. Per lui non c’era ormai più nulla da fare”.

Calciatore colpito da un fulmine in campo, ne annunciano la morte ma si salva per miracolo