“Qui è un lago di sangue… Vi prego salvate la mia bambina!”. La chiamata nel cuore della notte è disperata. Dopo poco arrivano i soccorsi e quello che succede in ambulanza ha dell’incredibile, ma preparatevi al finale a sorpresa


 

Desiderava vere un bambino più di ogni altra cosa e quando è rimasta incinta era al settimo cielo. Kristy Hogarth è una donna scozzese di 30 anni che è diventata mamma, tuttavia la sua bambina è nata con molte difficoltà. Infatti a causa di alcune complicazioni durante la gravidanza, la donna è entrata in travaglio alla 26esima settimana. Nel corso della notte ha iniziato a sentire dolori fortissimi, poi si è accorta di avere delle perdite di sangue e ormai allarmata al massimo è entrata nel panico. Immediatamente, le sono venuti i pensieri più oscuri, aveva perfettamente capito che la vita del frugoletto che portava in grembo era in serio pericolo, anche perché non avrebbe mai immaginato che avrebbe dovuto affrontare di lì a poso un parto prematuro. Al culmine della paura ha deciso di chiamare l’ambulanza e così è stata portata d’urgenza al pronto soccorso, ma mentre era in viaggio verso l’ospedale la bimba è nata. (Continua a leggere dopo la foto)








Appena venuta al mondo, la piccola pesava due chili, era debolissima, senza forze e non era completamente sviluppata, Fin dal primo respiro fuori dalla pancia della mamma la bimba ha dato prova di essere una piccola guerriera. Per fortuna, tutto si è risolto per il meglio, la neonata è riuscita a superare le prime ore critiche e a sopravvivere grazie all’intervento dei paramedici, che l’hanno soccorsa aiutandola a respirare subito dopo il parto. (Continua a leggere dopo le foto)






 

Kristy ha raccontato quei tragici momenti: “Se non fosse stato per il personale paramedico, dubito che sarebbe sopravvissuta. Appena dopo il parto l’ho presa ed era così piccola che potevo tenerla nel palmo della mano”. Al solo ricordo è ancora shoccata dall’accaduto. La speranza è che presto i medici la autorizzeranno a portare la piccola a casa, così che possa essere circondata dall’affetto dei familiari. Kirsty, intanto, non può fare a meno di ringraziare il personale medico che le ha permesso di tenere la figlia tra le braccia: tutti si sono dimostrati dei veri e propri angeli custodi.

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