Gemelli contesi, il padre: «Un giorno sapranno la verità»


Una storia dello scorso dicembre interrogò l’opinione pubblica sulle nuove tecniche di fecondazione. All’ospedale Sandro Pertini di Roma fu commesso un errore, non di poco conto: a causa della somiglianza tra due cognomi, un’infermiera scambia le provette di cinque coppie che si stanno sottoponendo all’inseminazione artificiale. Una delle coppie si accorse dell’errore solo nel marzo 2014, con un ulteriore colpo di scena: i sanitari scoprirono che in realtà lo scambio di embrioni aveva interessato due coppie diverse da quella che denunciarono il fatto. Che “fare” di questi bambini? A chi affidarli? Nel frattempo sono venuti alla luce due gemellini e il padre, Paolo, pur comprendendo il dolore degli altri genitori, spiega l’intenzione sua e di sua moglie (che sono stati dichiarati genitori legittimi). Che i due bimbi vogliono tenerli con loro. E in un’intervista alla Stampa rivela che «un giorno dovremo raccontare loro cosa è successo, e lo faremo, ma ora hanno bisogno, e noi con loro di pace». Sui due neonati ci sarà sicuramente una battaglia giudiziaria con la richiesta della coppia genetica di affidare temporaneamente i due bimbi contesi a un istituto o a una casa famiglia. Una proposta  che, dice Paolo, «ci sbalordisce» perché « noi vogliamo evitare i conflitti e il bene dei gemelli viene prima di tutto. E questa non ci pare la soluzione giusta».







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