“Lo ha ucciso, aveva solo 10 anni”. Il mondo dello sport è ancora sotto choc per la tremenda notizia. Sulla vicenda emergono anche drammatici retroscena. Cosa è successo


 

Una tragedia che ha sconvolto tutti e che è subito arrivata in Italia per via del legame che l’ex calciatore aveva con la nostra Serie A. Ma andiamo ai fatti: l’Uruguay è ancora sotto shock per l’omicidio di Felipe Romero, un bambino di 10 anni, ucciso da Fernando Sierra, 32 anni, allenatore di una squadra di calcetto, che aveva stretto con il piccolo Felipe un legame molto forte, su cui si aprono ora tanti, tantissimi e inquietanti, interrogativi. Il rapporto dei due era “strano”, e la madre stessa di Felipe, che è agente di polizia, aveva preso informazioni sull’allenatore di calcetto quando gli inviti a trascorrere tempo insieme anche fuori dal campo si erano fatti sempre più pressanti: ma non era mai emerso nulla di preoccupante, e la madre aveva anche dato il permesso ai due di andare in vacanza insieme. (Continua a leggere dopo la foto) 



Dopo il viaggio in Brasile con Fernando, la psicologa della scuola aveva notato strani cambiamenti nel comportamento di Felipe, e a quel punto la madre aveva allontanato l’allenatore, probabilmente intuendo che qualcosa di grave era già accaduto. L’uomo a quel punto aveva minacciato che si sarebbe ammazzato se non avesse più potuto vedere il “suo giocatore preferito”, e lo ha fatto davvero. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Lo ha rapito all’uscita di scuola e una squadra di ricerca ha trovato sulle montagne di Villa Serrana i corpi senza vita dei due. L’autopsia non ha rilevato segni di abusi sessuali sul corpo del piccolo, che è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. Con la stessa arma poi Fernando Sierra ha posto fine alla sua vita. Felipe era il figlio dell’ex calciatore del Cagliari nella stagione 1996-1997 Luis Alberto Romero.

 

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