“Ecco il nostro dono”. Lo avevano promesso e oggi lo hanno fatto davvero. I pastori sardi hanno raggiunto i luoghi colpiti dal terremoto del Centro Italia e hanno consegnato il loro particolarissimo regalo alle popolazioni in difficoltà. Cosa hanno fatto


 

L’ultimo camioncino arriva alle cinque del pomeriggio: “A bordo ci sono altre 72 pecore, queste le hanno donate i pastori del Nuorese e dell’Ogliastra”. Al volante dalle quattro del mattino, Ignazio Mura ha fatto il giro degli ovili di tre province: “Più di dodici ore di lavoro, ma quando c’è di mezzo la solidarietà è tutto molto meno faticoso. In due settimane, ho attraversato in lungo e largo le campagne sarde e ho messo insieme tutte queste pecore. Questi sono gli agnelli della solidarietà”. Il dono dei sardi agli allevatori umbri farà ripartire l’attività di oltre cinquanta aziende agricole messe in ginocchio dal terremoto che ha devastato il Centro Italia. Tra i mille animali quasi pronti alla partenza, Giommaria Usai riesce addirittura a riconoscere quelli che arrivano dal suo allevamento che si trova nella zona di Porto Torres: “L’aiuto reciproco nel mondo delle campagne è un valore sacro, antichissimo e sempre rispettato. Con i nostri colleghi dell’Umbria ripetiamo un rito che in Sardegna si svolge da sempre, ogni volta che si verificano calamità o incendi. Si chiama “sa paradura”. Noi sappiamo bene cosa vuol dire trovarsi in difficoltà e così abbiamo deciso di esportare questa tradizione fuori dalla nostra isola”. (Continua a leggere dopo la foto) 






“Sa paradura” dei pastori sardi è una forma antichissima di mutuo soccorso. Per ricostituire il gregge di chi ha perso tutto, si mobilitano sempre in tanti: una pecora a testa e una benedizione. Si fa da secoli e chi vive tra Barbagia, Ogliastra e Campidano a queste belle usanze resta ancora molto affezionato. Nelle campagne della Sardegna la pecora è considerata come un animale sacro. Fornisce ogni giorno latte e formaggio, ma anche carne e lana. Alla raccolta di bestiame (ma anche di foraggio e mangime) hanno partecipato più 500 pastori e per questa volta si è fatto uno strappo alle vecchie regole: “La tradizione prevede che ognuno doni una sola pecora, ma abbiamo voluto raddoppiare per dare una mano a un numero maggiore di colleghi”. (Continua a leggere dopo le foto)








 

La carovana della solidarietà è salpata venerdì sera da Olbia: viaggio in traghetto fino a Piombino e arrivo sabato mattina a Cascia. Oggi sarà festa. Perché insieme alle pecore, gli allevatori hanno portato fino in Umbria anche piatti tipici, vini e un po’ di musica sarda. E non poteva essere diversamente, visto che il primo appello per l’iniziativa l’aveva lanciato proprio il cantante-pastore Gigi Sanna, fondatore del gruppo Istentales.

 

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