Nel 1994, a 7 anni, Nicholas Green fu ucciso da una pallottola vagante sulla Salerno-Reggio Calabria. I genitori donarono gli organi e, con questo gesto, cambiarono sette vite. Ma ora, distanza di 23 anni arriva la triste notizia: cosa è successo


 

Nel suo petto batteva ormai da 22 anni il cuore di Nicholas Green, il bambino statunitense ucciso sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria durante un tentativo di rapina. Andrea Mongiardo, il ragazzo che a 15 anni, nel 1994, aveva ricevuto il cuore del piccolo è morto. Quel cuore, che ha tenuto in vita Andrea dal 1 ottobre 1994 fino a qualche giorno fa, ha smesso per sempre di battere. Un mese fa Andrea scriveva sul suo profilo Facebook: “Malattia subdola che ti prende in silenzio e ti corrode da dentro, ho visto persone trasformarsi nel fantasma di se stesse e il loro volto perdere le sembianze conosciute, fino a desiderare per loro la morte per mettere fine a quella che non è più vita degna di essere vissuta”. Il ragazzo romano, originario di Sant’Andrea Jonio, grazie a quell’organo aveva potuto superare l’enorme scoglio di una malformazione congenita che all’epoca gli avrebbe lasciato probabilmente un altro anno di vita. Invece, per Andrea il percorso si è allungato a dismisura e purtroppo si è concluso nel peggiore dei modi. (Continua a leggere dopo la foto)



Quella di Andrea e Nicholas è la storia di un legame inscindibile, tanto da far dire al ragazzo calabro-romano che per lui i Green, mamma Margareth e papà Reginald “erano una seconda famiglia” e aveva anche avuto modo di incontrarli e di abbracciarli. L’automobile su cui viaggiava insieme ai genitori il 29 settembre 1994, una Autobianchi Y10, fu accidentalmente scambiata per quella di un gioielliere da alcuni rapinatori che tentarono un furto, degenerato poi in omicidio.

Ricoverato al centro neurochirurgico del Policlinico di Messina, Nicholas morì qualche giorno dopo.nAlla sua morte, i genitori autorizzarono il prelievo e la donazione degli organi: ne beneficiarono sette italiani, di cui quattro adolescenti e un adulto, mentre altri due riceventi riacquistarono la vista grazie al trapianto delle cornee.

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L’evento fece molto scalpore perché all’epoca la donazione degli organi non era una prassi comune in Italia, e questo gesto contribuì a far aumentare gli episodi di donazione d’organi in tutto il Paese. I genitori di Nicholas, in seguito alla tragica perdita del figlio, sono diventati attivi sostenitori della donazione di organi, promuovendo numerose iniziative in tal senso.

I colpevoli – Per il delitto di Nicholas Green vennero indagati e rinviati a giudizio nel 1995: Francesco Mesiano (di 22 anni) e Michele Iannello (di 27 anni), entrambi originari di Mileto (VV); nel 1997 furono assolti dalla corte d’assise di Catanzaro, mentre nel 1998 la corte d’assise d’appello di Catanzaro condannò Mesiano a 20 anni di reclusione e Iannello (in qualità di autore materiale dell’omicidio) all’ergastolo, sentenza poi confermata in Cassazione.

Alla figlia serve un trapianto urgentissimo: senza sarebbe morte certa. Quello che fa il padre è davvero incredibile. Una storia d’amore vero…