“Siamo sopravvissuti succhiando ghiaccio e neve sporca”. Tragedia all’hotel Rigopiano. 58 interminabili ore al buio. Giorgia e il suo fidanzato stretti l’uno contro l’altra. Il ricordo di quei momenti tremendi


 

“Per 58 ore immobili. Senza poter mangiare o bere”. Completamente al buio. Per sopravvivere, soltanto il ghiaccio da succhiare. Una paura tremenda, cercando di non impazzire in quelle lunghissime, interminabili ore. Un tempo infinito, intrappolati sotto le macerie dell’hotel Rigopiano, crollato loro addosso. Difficile ricordare un momento peggiore rispetto a un altro. Ma Giorgia, una delle superstiti, ha un momento fisso nella mente: “Il peggiore è stato il secondo giorno lì sotto. Eravamo chiusi in una scatola, non avevamo la cognizione del tempo. Non sentivamo rumori da fuori. Continuavamo a dissetarci succhiando ghiaccio, ma non mangiavamo. Le forze e le speranze cominciavano a venire meno. Ma c’era Vincenzo, il mio fidanzato, che ci incitava e alla fine ci ha costretti a resistere fino a quando non sono arrivati i soccorsi. Allora abbiamo cominciato a bussare sul soffitto a più non posso. Loro ci hanno chiamati. Io immediatamente ho urlato: “Sono Giorgia e sono viva”. Storie incredibili. Una volta tirati fuori, i sopravvissuti sono stati portati all’ospedale di Pescara. Francesca, come racconta Repubblica, continua a chiedere del suo fidanzato. (Continua a leggere dopo la foto)








 

Accanto ha Giorgia e Vincenzo. “È stato un miracolo – ripete Giorgia – la mia vita da oggi cambierà”. Ma non può trattenere le lacrime ricordando le ore passate al buio e al freddo, nell’incertezza sul loro destino. E sopratutto quando la mente va a chi non ce l’ha fatta. Giampaolo ha subìto un intervento al braccio. Lì vicino, nello stesso reparto, ci sono i due bambini, Samuel ed Edoardo. Giampiero Parete, cuoco a Montesilvano e sua moglie Adriana con i due figli, Gianfilippo e Ludovica. (Continua a leggere dopo le foto)




 


 

 

La famiglia miracolata dalla sorte è nel reparto di in pediatria. L’uomo continua a ripetersi: “Sono un uomo risorto”. La gran parte delle persone, nel momento in cui la slavina ha devastato l’albergo si trovava nella grande hall. Quando all’improvviso ha iniziato a tremare tutto, una vibrazione terrificante e un boato. Poi il buio. Insieme alla sete è una delle due costanti per le persone rimaste intrappolate. “Continuavamo a bagnarmi le labbra con ghiaccio e la neve sporca”.

“Dovevo essere lì…”. All’interno dell’hotel Rigopiano doveva pernottare anche lui. “Sono scampato per miracolo alla tragedia ma sono disperato per il mio caro amico”. La vicenda choc del noto cantante è struggente: “Ora temo il peggio”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it