“Deve abortire. Sua figlia morirà”. Parole di piombo che squarciano il cuore della coppia che aspettava il primo bebè. Loro vanno avanti e arriva il giorno del parto. I medici (preoccupati) tirano fuori un batuffolo di appena 420 grammi. Attimi di terrore


 

Claudia è una ragazza di Milano e aspettava la sua prima figlia. La gravidanza è un momento molto delicato e per questo motivo, con molta accuratezza la donna si sottoponeva a tutti i controlli del caso e tutto procedeva liscio. Fino a quel maledetto 25 agosto del 2015, quando alla 21esima settimana di gestazione va con il marito dal ginecologo che le dà una bruttissima notizia. “La bambina è girata, non si vede bene” le dice il medico. Dopo 30 minuti il dottore decide di fare una nuova ecografia. La bimba non cresceva a causa di un problema della placenta. “La mia testa diventa vuota – ha raccontato Claudia-. Il medico ci riempie di informazioni: esami da fare, meno del 10% di speranza di sopravvivenza, possibilità di handicap, aborto. E ci indica il traguardo: 28 settimane e 1kg di peso della piccola”. La coppia precipita in un vortice di preoccupazione e paura: “Il periodo più bello della mia vita si era trasformato nel più brutto”, e così decide di andare da altri medici. (Continua a leggere dopo la foto)






“C’è un gravissimo iposviluppo, ci vuole un miracolo per arrivare alla 28esima settimana”. “La bambina può non sopravvivere al parto. Se ce la facesse, dovrà passare molto tempo in terapia intensiva. E lì bisognerà sperare non abbia emorragie o complicanze gravi. Oppure può abortire”. “Un bivio – ha raccontato la dona-. Sembrava mi dicessero: buttati da un dirupo con un paracadute rotto e spera basti per non farti schiantare oppure non buttarti del tutto. Ci siamo buttati”. Dopo tre settimane arriva il ricovero. Arriva il giorno del parto: “In poco tempo avrei potuto vedere la mia bambina. Viva o morta”. Adele nasce, ma è minuscola pesa 420 grammi ed è lunga solo 27 centimetri.

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1 year old my love

Una foto pubblicata da Claudia Loda (@clcla79) in data: 9 Ott 2016 alle ore 10:11 PDT

 

 

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Una foto pubblicata da Claudia Loda (@clcla79) in data: 31 Dic 2016 alle ore 09:10 PST

 

Adele è piccola ha gli occhi chiusi, la pelle scura, tanti fili attaccati compreso un respiratore nel naso e una berretta rosa di lana più grande di lei: “Non sembrava esattamente una bambina. Eppure per me era già la più bella del mondo”, ricorda Claudia. Dopo 20 giorni per la prima volta i genitori possono prenderla in braccio. Ci sono stati momenti duri: prima un’infezione, poi un importante problema agli occhi, un’operazione, ma Adele si è sempre dimostrata forte e combattiva. Oggi la bimba ha un anno e mezzo è viva è sta benissimo: “Adele è qui dice Claudia – è sana ed è un miracolo. Tutti mi dicono che sono stata coraggiosa, ma non lo so. Quello che so è che, dentro di me, ho sempre saputo che Adele ce l’avrebbe fatta”.

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