“Vi presento il mio tumore, ciao!”. Un macchia come tante , quando si fa controllare scopre la tremenda verità. Decide di condividere su Facebook l’immagine: “il cancro si può manifestare anche così”. Ma quello che le capita a causa di quel post è assurdo


 

Era l’ottobre del 2013 quando a Rowena Kincaid, una donna ingelse di 40 anni, fu diagnosticato un cancro al seno al secondo stadio, e le fu riferito che le rimanevano solo sei mesi di vita. La donna, come è facile immaginare, rimase completamente scioccata da questa notizia, ma decise lo stesso di lottare come una leonessa. E infatti è riuscita a resistere molto più lungo delle aspettative che i medici le avevano prospettato, cercando in ogni modo anche di raccontare e condividere la sua storia. Il suo intento era quello di informare e spingere le donne a fare i controlli di prevenzione. Per questo motivo Rowena nel gennaio del 2016 ha pubblicato  una foto su Facebook del suo seno destro mostrando un grande rush cutaneo intorno al suo capezzolo. Dopo poche ore il suo profilo è stato chiuso, e nel momento in cui ha cercato di ri-effettuare il log in le è stato chiesto di rimuovere la foto perché andava contro le regole di nudità di Facebook. (Continua a leggere dopo le foto)






La storia di Rowena fece subito il giro del web e lei stessa affermò: “Non volevo offendere nessuno, sembra una foto presa da un giornale medico. Ho deciso di postarla perché molte persone associano il cancro ad una massa, ma non molti sanno di dover cercare un’increspatura, del dolore oppure dei rush cutanei.” “Uno dei miei capezzoli – spiegò la donna – è diventato più chiaro dell’altro, questo perché dietro si trova un tumore che si sta servendo del mio sangue per crescere, questa è la motivazione del colore chiaro di cui parlo.” In una delle ultimi immagini postate successivamente, Rowena, ha coperto la “parte incriminata” della foto, con una faccina sorridente. Una trovata ironica per potere parlare della malattia, ma anche piena di amarezza.

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Rowena spiegò anche le sue motivazioni: “Credo che sia davvero vergognoso, Facebook non è riuscito a capire che la foto che ho postato avrebbe potuto salvare delle vite. Credo che Facebook si sarebbe dovuto informare meglio, l’immagine serviva ad educare.” Ha continuato: “Mi dispiace che questa decisione abbia influito anche sui miei followers. I pochi che sono riusciti a vederla mi hanno scritto dicendo ‘Non sapevo che un tumore al seno si potesse mostrare anche con un rush cutaneo’”. Oggi purtroppo Rowena non c’è più. Il tumore ha vinto la guerra, ma la sua è una storia da ricordare. Una vita da prendere ad esempio.

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