“Il mondo senza di lei è un posto migliore”. Un viso dolcissimo, chi potrebbe immaginare che a pronunciare queste parole è stata la madre? Ancora non sapete cosa ha è diventata crescendo questa bimba. Un mostro e quello che ha fatto è agghiacciante Oppur


 

Come si può arrivare a tanto? Che cosa scatta nella testa di una persona per indurla a compiere un tale scempio? A queste domande non riesce a trovare risposte Kate la madre di Joanna Dennehy una ragazza inglese arrestata e condannata come serial killer di uomini che si divertiva a uccidere e seviziare solo per gioco. “La ragazza che ha ucciso quelle persone non è più mia figlia– ha dichiarato la donna -, mia figlia  è quell’adolescente che a 14 anni piangeva se calpestava un bruco e non era in grado di fare del male nemmeno a una mosca”. Un ritratto molto diverso dal profilo odierno della 31enne inglese. Rinnegando la figlia nella prima intervista dopo quanto è emerso dalle cronache, la madre della Dennehy non ha esitato a commentare: “È un mondo migliore senza di lei perché se libera avrebbe ucciso di nuovo”. (Continua a leggere dopo la foto)








Joanna Dennehy, madre di due figli, ha ucciso tre uomini nel giro di quattordici minuti. Altri due, rimasti gravemente feriti, sono sopravvissuti alla sua furia omicida. Indagando sul passato di questa donna, gli inquirenti non hanno trovato grossi traumi. La sua è stata un’infanzia normale, simile a quella di tanti altri. Da cosa deriva, allora, il suo desiderio di uccidere? Il dottor Lundrigan, criminologo e docente alla Anglia Ruskin University, avanza la sua teoria: “Joanna vuole raggiungere la notorietà a tutti i costi”.  Le foto che la Dennehy si scattava prima e dopo ogni delitto hanno fatto il giro del mondo: coltello alla mano e manette legate alla cintura, la donna posa divertita davanti a un obiettivo. Inoltre, dopo aver visto in televisione un servizio sui suoi omicidi, pare che Joanna abbia fatto i salti di gioia: era riuscita a raggiungere il suo obiettivo, i media parlavano finalmente di lei. 

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I genitori della donna, Kate e Kevin Dennehy, vogliono ricordarla così come l’hanno cresciuta fino all’adolescenza, quando è andata via di casa senza farvi più ritorno. Da loro racconto dell’infanzia di Joanna emerge infatti un quadro sorprendente in contrasto con il personaggio agghiacciante della loro figlia. “Era solo una ragazza felice e molto sensibile, se trovava un bruco o qualche altro animale morto  piangeva e aveva l’abitudine di raccogliere molti animali in difficoltà, era una ragazza d’amore” spiegano, aggiungendo: “Quando andava a scuola ha sempre avuto una buona condotta e non abbiamo mai dovuto andare in classe per i suoi comportamenti, era gentile con tutti”. Ora però “per noi lei non esiste più perché ha distrutto la vita di molte persone e non vorremo avere mai più niente a che fare con lei, perché lei non è la nostra Jo”, hanno concluso i coniugi.

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