Sanguinamenti vaginali e dolori continui. Preoccupata si rivolge ai medici per fare un semplice controllo: “Sei troppo giovane”, le rispondono. Ma lei insiste, così arriva la scoperta sconvolgente. “Si poteva curare”… Se solo l’avessero ascoltata


 

Voleva solamente capire cosa aveva. Voleva solo curarsi. Ma questo semplice ed elementare diritto le è stato negato e per questo è morta. Amber Cliff era una ragazza di 25 Sunderland, nel Regno Unito. Dai 21 anni aveva iniziato a soffrire di sanguinamenti vaginali e per questo motivo decide che è il caso di fare un pap-test, proprio per eliminare dubbi sulla sua salute e per valutare la gravità di quei sanguinamenti. Tuttavia, la possibilità di fare l’esame le viene negata perché, secondo i medici, era troppo giovane. Come riporta il sito inglese Metro, la ragazza avrebbe fatto tante richieste per fare l’accertamento, ma lo screening viene offerto solo alle donne di età superiore ai 25 anni. Così, Amber si scoraggia, ma un po’ si tranquillizza e pensa che quelle perdite siano normali, e decide di lasciar correre. Ma diversamente la pensano i genitori che dopo aver visto che per tre anni la situazione rimane immutata, decidono di rivolgersi a un privato e dall’esame emerge che la ragazza aveva un cancro al collo dell’utero da diversi anni. (Continua a leggere dopo la foto)

 








A quel punto Amber inizia subito a seguire delle cure mirate, ma non c’è nulla da fare e la ragazza muore quattro anni dopo, sabato 8 gennaio all’età di 25 anni. Prima di morire, Amber ha fatto in tempo a laurearsi all’Università di Sunderland e ha affrontato due cicli di chemioterapia e di radioterapia al Freeman Hospital, a Newcastle. Il fratello Josh ha dato vita a una campagna affinché l’età del test obbligatorio venga abbassata e in poche ore sono state già collezionate più di 35mila firme. Ne mancano altre 85mila perché la proposta di modifica possa arrivare in Parlamento.

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In tutta la Gran Bretagna si è scatenata un’ondata di per la morte di Amber. Infatti, ciò che ha suscitato disapprovazione e scandalo è stata la conferma che, se preso in tempo, il cancro della ragazza avrebbe potuto essere curato. Invece la legge ha impedito di svolgere gli accertamenti del caso ed oggi, grazie al lavoro che sta svolgendo la sua famiglia, si sta cercando di trovare un rimedio a questa falla nel sistema sanitario. Un portavoce per la salute pubblica in Inghilterra nel Nord Est, ha dichiarato: “Purtroppo, non siamo in grado di commentare su ogni singolo caso, ma si dovrebbe sempre consigliare ai pazienti di parlare con il loro medico di famiglia se si verifica uno dei sintomi preoccupanti”.

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