Choc in sala parto. “Presto, dobbiamo intervenire in fretta”, dicono i medici. Ilaria, incinta all’ottavo mese, era pronta. E felicissima. Poi quella notizia terribile dai dottori e un dramma che sta facendo piangere l’Italia


 

È successo a Bergamo, precisamente al Policlinico di Ponte San Pietro. Ilaria Oldoni, una giovane donna di 29 anni residente a Calcinate, era incinta di una bambina che sarebbe dovuta nascere a febbraio. La donna, originaria di Cavernago, convivente con il 33enne Michele Calefato, si era rivolta ai medici del Policlinico, dove lavora il ginecologo che seguiva la gravidanza,nella giornata di mercoledì 5 gennaio, dopo che da alcuni giorni aveva la sensazione di non ricevere più segni di vita dalla piccola creatura che portava in grembo, che avrebbe dovuto chiamarsi Sveva. Tutto era pronto per la nascita della piccola, ma il lieto evento si è trasformato in una doppia tragedia. Prima il sogno di Ilaria di diventare mamma si è spezzato: i riscontri medici danno un esito terribile per la giovane madre e il suo compagno, la neonata è deceduta. Un caso di morte intrauterina fetale che avviene nell’1% delle gravidanze, con il feto che muore per mancanza di ossigeno. Ilaria e Michele chiedono e ottengono che la piccola venga comunque battezzata con il nome di Sveva, poi la giovane subisce un parto indotto per asportare la neonata morta. (Continua a leggere dopo la foto) 






Dopo l’operazione Ilaria inizia ad avere perdite di sangue, che però non sembrano preoccupanti per i medici. Poi la seconda tragedia: Ilaria, un bel sorriso, fisico da atleta, un lavoro come operaia a Calcinate, nel pomeriggio inizia a perdere una quantità sempre maggiore di sangue, si parla di “grave choc emorragico”; i medici decidono di operarla, ma alla fine la giovane perde la vita. “Adesso non mi resta più nulla. In poche ore se ne sono andate via entrambe, Ilary e Sveva. Ora voglio solo pace, nessuno me le restituirà”, ha detto Michele Calefato, 33 anni, di Brusaporto.

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Il ragazzo sognava di diventare il papà di Sveva e improvvisamente, nel giorno dell’Epifania, è stato privato sia della futura figlia che della compagna con cui aveva deciso di costruire una famiglia. Un dramma che si è consumato in poche ore. Al momento non vi sono denunce da parte dei familiari, ne fascicoli aperti in Procura. La direzione del Policlinico ha deciso di far eseguire ad un’altra struttura sanitaria degli accertamenti diagnostici per verificare se siano state seguite in modo corretto tutte le procedure del caso.

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