“È la fine del mondo!” La terribile ‘profezia’ arriva dall’Italia e la annuncia una vecchia statua di un’aquila a due teste. In molti cominciano ad avere paura, ecco perché


 

Il gelo, la neve e il maltempo stanno bloccando mezza Italia e, come se non bastasse, ora ci si mettono anche tremende profezie a far preoccupare, soprattutto gli abitanti del sud e precisamente della Puglia. “Salento di palme e mite Scirocco, Salento nevoso ma mai dopo il Tocco. Due giorni di neve due lampi nel cielo, il Mondo finisce lo so non lo anelo”. La profezia spaventa il mondo. Due giorni di neve nel Salento sarebbero il preludio alla fine del Mondo. A raccontarla è la statua dell’aquila a due teste, simbolo della famiglia Tafuri di Soleo, di cui Matteo ne divenne il più celebre esponente grazie alle sue imprese, le sue magie e alchimie. L’Aquila a due teste rappresenta l’antico simbolo orientale del ghiaccio e della bufera, la palma è il simbolo del Salento, mentre i fulmini indicano una tempesta fuori dall’ordinario. (Continua a leggere dopo la foto)






A far tornare in auge la leggenda è, come scrive il blog ‘Salento Exp’, il diario di Matteo Tafuri che era rimasto nascosto sotto l’architrave della sua antica abitazione. Riportato alla luce ha reso pubblica la profezia. Sarà vera? Ovviamente questo non si può dire, ma finora la maggior parte delle profezie apocalittiche hanno fatto un buco nell’acqua. Altre, invece, sono state sorprendenti. Eppure le perturbazioni in caduta libera dai Balcani stringeranno nel freddo il centro-sud italiano anche nelle prossime ore. “L’evento non è ancora finito – dice il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio – ci sarà un’attenuazione in serata, ma domani sono previsti nuovi fenomeni sulle zone terremotate, sull’Abruzzo e sul Molise. Dunque occorre la massima attenzione e limitare gli spostamenti”. Il Centro non ride, ma il Sud piange di più: problemi maggiori, ha aggiunto Curcio, si registrano soprattutto in Puglia, in Sicilia e nelle zone del sisma. “Siamo in costante contatto con i sindaci di quelle aree e abbiamo sospeso tutta una serie di attività, tra cui lo spostamento delle macerie, per evitare rischi inutili”.

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Popolazioni del terremoto, che dopo l’anarchia della terra speravano almeno nella clemenza del cielo. Per ora inutilmente. Intanto si seganala Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata a 00:48 nel nordovest della provincia dell’Aquila, non lontano dal confine con la provincia di Rieti. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 11 km di profondità ed epicentro tra i comuni di Pizzoli e Barete. Non si segnalano al momento danni a persone o cose. Un’altra lieve scossa (di magnitudo 2) era stata avvertita nella stessa zona a 00:31. 

 

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