Disastro aereo, la follia del co-pilota: “Tutti ricorderanno il mio nome…”


 

“Un giorno farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno”. Andreas Lubitz voleva passare alla storia. Lo rivela l’ex fidanzata (sono stati insieme 5 mesi), che racconta sul quotidiano Bild la confessione del co-pilota che ha causato deliberatamente la morte di 149 persone. La giovane cerca di trovare un senso – se una simili tragedia può avere un senso – nel suo gesto: “Lo ha fatto perché si è reso conto che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio sarebbe stato praticamente impossibile. Se poi si sono aggiunti problemi d’amore, non so”.



 

E ancora: “Sono molto scioccata – aggiunge – non me lo sarei mai aspettato. Ora i certificati di malattia stracciati hanno un senso per me. Sono una chiara prova che non volesse accettare che il suo grande sogno di volare come comandante era finito». Ma com’era Andrea? “Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, un uomo che aveva bisogno d’amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori”, racconta sotto anonimato la ventiseienne, che fa l’assistente di volo. Ma nascondeva anche un altro lato di sé: “Abbiamo parlato sempre molto anche di lavoro e in quei frangenti era un’altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione”.

La ragazza ritiene che Lubitz avesse già in mente da tempo un gesto eclatante: “Da quando ho sentito del disastro mi torna sempre in mente una frase che ha detto. ‘Un giorno farò qualcosa che cambierà l’intero sistema e tutti allora conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno’. Non ho mai capito cosa intendesse, ma ora ha un senso”. Perché è finita? “Mi sono separata da lui perché diventava sempre più chiaro che aveva dei problemi. Nelle conversazioni – ha detto la ragazza – a un certo punto perdeva il controllo e mi urlava contro. Avevo paura. Una volta si è persino chiuso in bagno per un lungo periodo”.

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