Modella stuprata e segregata per mesi: la storia del solito balordo falso agente di moda


 

Quella di Claudio Rossetto è – purtoppo – una delle tante storie di sesso estorto con l’inganno e la violenza. Anche lui, come tanti in precedenza, si spacciava per un importante agente di modelle nonché manager di società fittizie dell’ambiente. E la storia che lo ha fatto finire sui giornali è – al pari delle altre – terribile. Aveva costruito il suo falso profilo con arguzia criminale proprio per cercare di essere convincente. Ed era riuscito a fare presa su una modella svedese di 23 anni poi sequestrata, picchiata, torturata e stuprata per sei mesi a Cinisello Balsamo. E pensare che lui era uscito di galera nel 2013 dopo una condanna per un identico episodio ai danni di un’altra ragazza. La ragazza svedese è poi stata salvata dai carabinieri, intervenuti grazie a un vicino di casa dello stupratore che l’ha sentita gridare. “Giuratemi che non lo rivedrò mai più per tutta la vita” ha detto ai carabinieri quando l’hanno fatta salire sola a bordo dell’auto di servizio. La giovane è stata ricoverata in ospedale in grave stato di prostrazione, sotto shock e denutrita. Una volta dimessa è tornata in Svezia facendo una promessa a se stessa: “Quel mostro la deve pagare cara, voglio giustizia”. E intanto parla chi quell’uomo lo ha conosciuto.

(continua dopo la foto)







“L’ho conosciuto per caso – racconta un fotografo milanese – stavo cercando nuovi lavori e mi sembrava uno abbastanza inserito. Con lui c’era anche la ragazza, ho fatto loro degli scatti lo scorso settembre, non sembravano intimi, poi lei non l’ho più vista”. Insieme alla coppia e in altre serate con Rossetto, c’erano anche due svizzeri: “Erano loro a pagare le serate, fiumi di champagne – prosegue il fotografo – anche a loro aveva detto che gli avrebbe procurato dei vantaggi attraverso la pubblicazione di un calendario”.

Rossetto aveva anche costruito un suo profilo Facebook ad hoc, con collegamenti a due società con sede in Svizzera di cui lui si definisce un manager. Una produce prodotti medicali: “Sì, ho conosciuto quest’uomo tempo fa ma non ha mai lavorato per noi – dichiara un dirigente – si è presentato qui e ha detto di essere titolare di un’agenzia di modelle russe e che avrebbe voluto vendere i nostri prodotti in Russia, poi non l’ho più visto. Tenetelo in galera, gente così meriterebbe tanti cazzotti”.

Poi ci sono tante foto pubblicate dal falso agente di moda che lo mostrano in compagnia di numerose ragazze (tra le quali potrebbero esserci altre molestate o abusate), insieme alla sua ultima presunta vittima che, però, dopo qualche scatto, scompare dalle immagini delle serate mondane per poi rispuntare fuori in qualche foto sfocata, con i capelli cortissimi e scuri. La giovane racconterà poi ai carabinieri di essere stata costretta da lui a rasarsi i capelli durante la segregazione.

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