Il nuovo re saudita dona 28 miliardi alla popolazione. E c’è chi corre a sposare la seconda (o terza) moglie


Probabilmente è uno dei gesti più belli ed interessanti degli ultimi anni. Il nuovo monarca dell’Arabia Saudita, re Salman bin Abdulaziz Al Saud, per celebrare la sua incoronazione ha regalato ben 28 miliardi di euro alla popolazione. Avete capito bene, 28 miliardi di euro, come il Pil della Macedonia o dell’Estonia per capirci. I soldi verranno donati, tramite un finanziamento di due mesi, a tutti gli impiegati dello Stato, ma anche a soldati, studenti e pensionati. “Carissimi: voi meritate di più e tutto quello che farò non sarà abbastanza per darvi quello che vi meritate”, ha scritto su Twitter il nuovo re. Il messaggio è stato ritwittato più di 350mila volte.

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Salito al trono dopo la morte del novantenne Abdullah, Salman ha già impresso il suo segno sulla monarchia. Alcuni fonti del paese hanno parlato di centinaia di sauditi corsi a comprare nuovi smartphone e orologi costosi. Alcuni starebbero organizzando vacanze in resort di lusso mentre molti uomini starebbero utilizzando il denaro per sposare la seconda o terza moglie. Ma sarebbero soprattutto gli impiegati e i lavoratori, circa 3 milioni nel paese, ad aver apprezzato maggiormente la notizia. Un uomo ha postato sui social network un video in cui faceva la doccia a suo figlio con le banconote. Alcune aziende, poi, per seguire l’esempio del monarca, avrebbero deciso di loro iniziativa di aumentare lo stipendio dei dipendenti e di aggiungere bonus in busta paga.

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Che sia tutto troppo “perfetto”? Non è raro in Arabia Saudita che i nuovi re si ingegnino per conquistare i cuori delle persone. La generosità che mostrano nei confronti del popolo è spesso solo una tattica. Ma è un piano che funziona. Anche re Adbullah aveva aumentato i salari del 15%, dopo la sua ascesa al trono, e, una volta tornato al potere dopo un ricovero in ospedale nel 2011, aveva introdotto bonus finanziari per il popolo. Ma la pioggia di denaro non potrà durare per sempre, avvertono gli esperti: c’è il rischio che, con il crollo del prezzo del petrolio, ne risenta anche la generosità dei nascenti re. Si dovranno, allora, inventare nuovi “regali” per i sudditi: un’idea potrebbe essere quella di allentare la presa sulla vita dei sudditi. Salman bin Abdulaziz Al Saud non è un riformatore e, secondo gli esperti, nessun passo in avanti verrà fatto per distruggere quelle leggi che impediscono ogni forma di critica al regime.

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