Mafia capitale, l’sms della vergogna: “Buon anno pieno di immigrati, monnezza e minori”


L’inchiesta sulla cosiddetta mafia romana “regala” particolariscottanti, a tratti insopportabili. Ce n’è uno che spiega come sulla disperazione siriusciva a lucrare. A Capodanno del 2013 l’uomo forte delle cooperative romane Salvatore Buzzi ebbe l’idea di inviare un messaggio di auguri a qualche amico, attraverso il suo telefonino che i carabinieri del Ros stavano già intercettando. Fra i destinatari anche Angelo Scozzafava, all’epoca direttore del dipartimento Promozione dei servizi sociali e della salute del Campidoglio. Come messaggio augurale, alle 14.19 del 1 gennaio, Buzzi gli spedì questo testo: “Speriamo che il 2013 sia in anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale”. Un modo cinico di scherzare? Non proprio, visti gli interessi che l’inquisito per mafia finito in carcere, insieme a Carminati e agli altri presunti complici, aveva messo in piedi in quei settori d’intervento, dalla raccolta dei rifiuti ai campi nomadi, passando per la crisi abitativa e la manutenzione delle aree verdi.  Poche parole, ma in grado di spiegare una volta di più lo stato d’animo di chi accumula denaro su emergenze e catastrofi.

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