“Selvaggia Lucarelli lavora in tangenziale”. La pagina Facebook con tanto di foto (falsa) fa infuriare la blogger. E pone un problema reale


 

È tra gli argomenti forti degli ultimi anni, connesso all’avanzata inesorabile dei nuovi mezzi e sistemi di comunicazione. Chi comanda? E come? E c’è un modo per controllare ciò che ‘passa’ sulla Rete? Senza necessariamente aderire a tesi di carattere complottista, la domanda è se media come Facebook vadano regolati in qualche modo. Nessun desiderio di censura, sia chiaro, ma necessità di comprendere quali regole sono alla base di un social che da ‘gioco’ è diventato strumento fondamentale di comunicazione. Il caso di Tiziana Cantone, per fare l’ultimo esempio, ha fatto sì che utenti e operatori del settore si facessero la domanda delle domande: a chi rivolgersi e come in caso di violazione, offese, reati commessi utilizzando il proprio profilo, pagina o gruppo Facebook? Ed è quanto successo anche alla nota Selvaggia Lucarelli.

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Selvaggia, dice qualcuno, la si ama (nel senso professionale della cosa) o la si odia. Per molti è una tuttologa, per altri ha stancato, per altri ancora è una che dice le cose che pensa e le dice bene. La sua grande esposizione mediatica ne fa, dunque, un bersaglio. Di complimenti o, al contrario, di imprecazioni. Quello che è successo alla blogger è spiacevole. Dispiacerebbe a tutti leggere in un luogo così affollato come Facebook che “sei una prostituta”. Perché il senso è proprio questo.

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“Per far rimuovere pagine come queste io posso solo andare da un avvocato”. Così Selvaggia Lucarelli ha commentato la presenza, sul social network di Zuckerberg, di una pagina che la prende di mira. La pagina Facebook in questione, chiamata ‘Selvaggia Lucarelli lavora in tangenziale’, è infatti ricca di frasi e fotomontaggi offensivi nei confronti della blogger.
“Amici di Facebook, il giorno in cui dovrete cominciare ad assumervi le vostre responsabilità è sempre più vicino. E i suicidi (anche) sulla vostra coscienza sono solo all’inizio, fidatevi – ha scritto la Lucarelli sul proprio account social – Peccato. Con una policy seria e responsabile sarebbe il social network più bello di sempre”.

Sarebbe doveroso da parte degli uffici di Facebook agire tempestivamente? Non nel solo caso della Lucarelli, sia chiaro, ma in tutti quelli in cui sia agevole riscontrare lesioni della dignità umana, del decoro e immagine di ogni utente (famoso o meno) e delle regole di civile convivenza.

“Quella è un trans”. L’accusa di Selvaggia Lucarelli contro di lei aveva fatto scalpore e fatto indignare mezza Italia. E ora per la nota blogger si è messa male

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