“Attenti a quel telefono, può esplodervi tra le mani”. L’incredibile allarme che ha portato al ritiro dal mercato dell’attesissimo nuovo modello di “quello” smartphone. I clienti sotto choc, la reazione dell’azienda


 

Doveva essere in vendita nei negozi di tutto il mondo a partire dal 2 settembre, e invece sugli scaffali non se ne vede traccia. Il motivo? Un difetto nella batteria che potrebbe farlo esplodere. Parliamo del nuovissimo Galaxy Note 7, il cui lancio è stato fermato da Samsung dopo aver riscontrato gravi problemi. In particolare, la questione è nata dal fatto che sono esplosi due esemplari (venduti in Corea) durante la ricarica.

A riportare la notizia è Il Sole 24 Ore: al momento, secondo una nota ufficiale del costruttore, sono 35 gli esemplari individuati come difettosi.

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Il problema, ma non ci sono conferme ufficiali, è probabilmente imputabile alle batterie prodotte da Itm Semiconductor, che fornisce gli accumulatori per alcune versioni destinate ad alcuni mercati come la Corea. Sembrano essere immuni invece gli esemplari che montano accumulatori costruiti dalla sister company Samsung Sdi.

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Il “batterygate” di Samsung , così lo hanno già ribattezzato i media, è partito dalla Corea dove il device è in commercio dal 19 agosto e ne sono state vendute 400mila unità. La casa ha diramato un comunicato dove afferma che la distribuzione del nuovo modello è sospesa per verifiche qualitative.

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Le vendite sono state fermate anche in Italia, con Samsung che non ha ha contattato per tempo i clienti per ritirare lo smartphone prenotato nei giorni scorsi. La percentuale dei prodotti difettosi pare essere intorno alla 0.1% ma con la previsione di vendere milioni di pezzi, Samsung ha deciso di non correre rischi.

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