Prostituzione, sfruttamento, schiavitù: ecco cosa si nasconde dietro la moda low cost


La Cambogia è una delle più ambite mete per i turisti sessuali che trovano tutto ciò che desiderano a prezzi stracciati. Tante, ovvio, le donne cambogiane che lavorano nel business del sesso a pagamento, ma da tempo è partita una campagna che mira al recupero delle lavoratrici del sesso per riabilitarle e farle vivere normalmente. C’è un piccolo particolare: questa campagna che dovrebbe aiutare le donne, peggiora la loro vita. Se avete presente l’articolo di Caffeina Magazine che raccontava cosa si nasconde dietro i vestiti di H&M, nel video di Vice News che trovate in fondo al pezzo, potete approfondire l’argomento. Garantito che, se avete un cuore, vi indignerete assai. Le donne cambogiane restituite dal sesso alla vita “normale”, attraverso un programma di Organizzazioni Non Governative, vengono prese a lavorare in fabbriche tessili che producono abiti per aziende occidentali tra le quali H&M e Benetton.

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Lavorano da mattina a notte, percepiscono un salario 80 dollari al mese e neanche sempre. Oltre al danno, la beffa: le ONG le hanno convinte che, cambiando vita, ci sarebbe stata la svolta. Ma quando mai… E così le poverelle si ritrovano a lavorare come schiave, mettendo a repentaglio la loro salute, costrette a scioperare per ottenere 4 dollari in più al mese. Alcune delle manifestazioni che sono state fatte per lottare contro quest’ingiustizia, sono state soffocate col sangue. Ma andatevi a guardare il video per capire meglio di cosa stiamo parlando. Può la comunità mondiale restare indifferente di fronte a una simile situazione? Perché il mondo occidentale continua ad approfittare delle difficilissime situazioni di certi paesi per fare i propri interessi? D’ora in poi, quando comprate un capo d’abbigliamento che costa particolarmente poco, prendete consapevolezza e chiedetevi: ma come fa a costare così poco? Vi ricorderete quanto, in realtà, il prezzo è più alto di quel che dovrebbe.

 

 

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