“Lasciali in pace!”. Giuliano Ferrara contro papa Francesco. Parole pesanti che lasciano il segno. Ecco cosa ha detto


 

“Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!”. Papa Francesco, qualche giorno fa nell’udienza giubilare in piazza San Pietro, aveva rimproverato l’indifferenza e la superficialità verso i fratelli che sono in difficoltà. Parole che avevano colpito e che oggi scatenano la reazione di un dei giornalisti italiani più discussi, quel Giuliano Ferrara mai tenero nei confronti del papa argentino, invitato senza troppi preamboli a guardare “altrove”.

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Lo ha fatto sulle colonne de “Il Foglio” in edicola oggi. “A Ratzinger piacciono i gatti, a Francesco no, cani e gatti entrano come esseri disdicevoli nelle sue parabole del buon vicinato”, premette. Dunque spiega: “Non nutro sentimenti di ostilità preconcetta contro questo Papa, nemmeno contro gli aspetti più convenzionali e banali della sua predicazione, e non ho il sacro fuoco dei suoi fedeli nemici”.

 

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Poi, però, la critica da ironica si fa pungente: “Adesso, devo dire la verità, mi aspetto da lui di tutto, quindi niente”. E ancora: “Lasci stare per cortesia gli animali di compagnia e di lavoro, ultimi umanisti civilizzati in un paesaggio di rovine al centro del quale egli desidera insediare la chiesa, bussando importuno alle porte del vicino”.

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Dunque l’Elefantino chiude il suo commento con un appello, durissimo: “Ci lasci la nostra privacy di amore e solitudine, il nostro gaudio di conversazione e abbaio, e se proprio vuole fare crociate si occupi dell’aborto, della società neutra di genere, e delle altre mille follie soggettiviste che devastano il senso comune tomista dell’ essere e della realtà. Al rapporto con i vicini di casa ci pensiamo noi: non avranno il nostro odio, ma nemmeno una pelosa e troppo tenera finzione d’amore. Spesso fanno chiasso e non salutano, giustamente, se li incontri per le scale”, conclude. La partita è aperta.

 

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