Il mare di Sardegna (e non solo) ceduto alla Francia dal governo Renzi: tutta la verità sul trattato segreto che sta facendo infuriare mezza Italia


 

Il mare in Sardegna ceduto alla Francia? Una notizia che ha fatto in queste ore il giro del web, riportata anche da alcune testate nazionali che accusano il Governo di aver stipulato un accordo con le autorità transalpine. Clamorosa bufala o incredibile realtà? Ecco come stanno le cose.

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Tutto inizia dalla denuncia del deputato di Unidos Mauro Pili, che chiede chiarezza riguardo il fermo di un peschereccio algherese a largo delle coste sarde. Operazione scattata nei giorni scorsi quando l’imbarcazione, raggiunte le aree di pesca a nord dell’isola italiana, si era vista intimare lo stop dalle autorità francesi.

Il messaggio era: “alt, state entrando nelle nostre acque nazionali in base a un accordo sottoscritto tra il vostro governo e il nostro”. Così è emersa l’esistenza di un’intesa firmata all’epoca dal Ministro degli esteri francese Fabius e quello italiano Gentiloni che cede porzioni di mare particolarmente pescose proprio alla Francia. Un problema riscontrato anche dall’imbarcazione sanremese Mina, fermata e sequestrata mercoledì scorso dalla Dogana transalpina con l’accusa di esercitare le pesca del gambero in acque francesi.

All’accordo si è arrivati perché la Francia chiedeva, in conformità al diritto internazionale, una serie di requisiti e miglia utili per le sue attività economiche. Un caso intorno al quale esiste però un problema: l’accordo non è mai stato ratificato dal Parlamento italiano, ma solo da quello francese: lo stesso Pili ha denunciato il caso, sostenendo che dunque il tutto non avrebbe alcun valore.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Sottosegretario per gli affari esteri e cooperazione internazionale Benedetto Dalla Vedova, che ha detto: “non è ancora in vigore e quindi non applicabile”. L’accordo sarebbe il frutto di un negoziato avviato nel 2006 e mai ratificato.

La Regione Liguria ha chiesto al ministro degli Esteri di non renderlo ufficiale, mentre la Francia ha ammesso il proprio errore scusandosi per la valutazione errata fatta sui propri confini. Tutto finito? Sembra di sì, anche se le polemiche, ovviamente, non sono mancate.

 

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