“Non è giusto, vergogna”. Gianna Nannini finisce nella bufera


 

Da sempre una delle cantanti più amate dal pubblico italiano, che le è sempre stato accanto difendendola da ogni polemica e affollando puntualmente le arene del Bel Paese a ogni suo concerto. Gianna Nannini è una star a tutti gli effetti, con alle spalle una carriera ricchissima di successi. Stavolta, però, intorno all’artista si è scatenata una vera e propria bufera. I fatti risalgono a martedì 21 agosto quando, impegnata presso il Teatro di Verdura a Palermo, la cantante ha interrotto il suo concerto causa pioggia. In centinaia hanno espresso malcontento, commentando il post pubblicato dall’artista sulla propria pagina Facebook per l’occasione. La cantante ha risposto alle polemiche, affermando di essere la prima danneggiata dalla decisione. Le accuse si sono concentrate in particolare sul mancato rimborso dei biglietti pagati da chi voleva assistere all’evento. (Continua a leggere dopo la foto)







“Io non sono stata certamente felice di questa decisione – ha scritto la Nannini – Come sapete avevo già cantato all’Arena di Verona per tre ore sotto la pioggia, e avrei continuato a farlo anche a Palermo”. Sempre sui social è nato il gruppo “Reclami Concerto Gianna Nannini Palermo”, che ha l’obiettivo di coordinare tutte le proteste al fine di presentare un ricorso collettivo, anzitutto contro la scelta dell’organizzazione di fare iniziare lo spettacolo nonostante le palesi condizioni meteo avverse. (Continua a leggere dopo la foto)






“La scelta di interrompere il concerto è stata fatta per motivi di sicurezza e per tutelare pubblico e artisti sul palco” ha affermato Nuccio La Ferlita, organizzatore del concerto. Diversa è invece la versione di chi era presente all’evento, che hanno contestato altre mancanze riguardanti la sicurezza: qualcuno afferma che ai varchi non siano neanche state controllate le borse. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Inoltre, gli spettatori affermano che il concerto non sia durato neanche 45 minuti e, visto che le condizioni di vendita affermano che il biglietto non è rimborsabile solo se vengono superati i canonici tre quarti d’ora, ai presenti andrebbe restituito il denaro sborsato. “Noi, che abbiamo partecipato, sappiamo che il concerto è durato meno, ed in ogni caso, in condizioni molto pericolose” dicono gli spettatori delusi.

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