155 porte rosse sono spuntante nel giro di pochi giorni. Ma non è un caso, mentre per molti resta un vero mistero. Ecco cosa si nasconde dietro. Non vi piacerà


 

Case di profughi e rifugiati «marchiate» con porte d’ingresso rosse, diverse da quelle delle abitazioni vicine e così divenute facile bersaglio di attacchi vandalici e razzisti. È successo a Middlesbrough, cittadina do 130 mila persone nel nord-est dell’Inghilterra ad alta intensità di immigrati.

A riportare la notizia è il «Times», che ha denunciato un caso di «apartheid segreta», mentre un politico locale ha parlato di «segno di distinzione che ricorda la Germania Anni 30». 155 le porte dipinte, all’interno di ognuna  vivono immigrati di 22 nazionalità, molti di loro provenienti dalla Siria, che da mesi aspettano che venga data risposta alla loro richiesta di asilo e che intanto sono vittime di gesti di odio e di xenofobia: lanci di pietre e uova, escrementi di cane e scritte in stile nazista.

Le porte insomma erano, secondo i testimoni, dei veri e propri cartelli per indicare come e dove colpire…

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Da parte sua, Stuart Monk, miliardario proprietario della Jomast, società che a sua volta lavora per il gruppo G4S, incaricata di procurare le case provvisorie per i richiedenti asilo, risponde così: «È ridicolo insinuare che sia una forma di discriminazione e offensivo che si facciano paragoni con la politica di apartheid della Germania nazista», dice. E giura che quelle porte rosse non sono un marchio, ma una tonalità scelta a caso per l’uscio di non più del «20 per cento delle case» occupate da immigrati e rifugiati.

Ma la polemica, come i dubbi, restano. Il Ministero degli Interni – dopo l’enorme pressione dei media britannici che hanno paragonato il caso all’apartheid del Sudafrica o addirittura alla stella gialla di David che gli ebrei dovevano portare durante la Germania nazista -, sta analizzando la situazione. Non ha preso al momento nessun provvedimento contro la compagnia G4S. Il ministro per l’immigrazione inglese James Brokenshire, ha dichiarato che se verrà trovata “evidenza di discriminazione contro i richiedenti asilo”, si agirà immediatamente. “Nessun comportamento di questo tipo è tollerabile”, ha affermato.

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