“Ce l’hanno ammazzata”. La rabbia dei genitori di Sofia, morta di malaria a Brescia


 

Una tragedia che aveva sconvolto l’Italia e occupato le pagine dei giornali per giorni, la morte di una bambina per una causa apparentemente incredibile che aveva scatenato polemiche a non finire. Sofia, una ragazzina di soli 4 anni, aveva perso infatti la vita a Brescia. La spiegazione ufficiale dietro quella morte assurda? Malaria. Anche se lei, la piccola, non si era mai allontanata dall’Italia e non aveva viaggiato in paesi tropicali, dove è possibile contrarre la pericolosissima malattia. Un caso che aveva fatto discutere tantissimo e sul quale oggi, a un anno di distanza, sono tornati i genitori di Sofia, che hanno parlato dell’accaduto in un’intervista concessa a Mauro Favaro sulle pagine de Il Messaggero. Parole piene di rabbia e dolore per un incidente che poteva e doveva essere evitato e che ha distrutto per sempre una famiglia. (Continua a leggere dopo la foto)







“È stato fatto un errore mortale. La nostra bambina era entrata in ospedale per curare un esordio di diabete. E poi è mancata a causa delle complicazioni della malaria contratta nel reparto di Pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Trento”. A parlare è il padre di Sofia, Marco Zago, originario della zona di Treviso e poi trasferitosi a Trento insieme alla moglie Francesca, con la quale aveva dato alla luce la piccola Sofia. A uccidere la bimba, una delle forme più gravi della malaria. (Continua a leggere dopo la foto)






Ancora non è del tutto chiaro come sia stato possibile che la piccola, che non aveva lasciato l’Italia nei mesi precedenti l’ingresso in ospedale, sia riuscita a contrarre la malattia poi rivelatasi purtroppo fatale. L’ipotesi più probabile tra le tante prese in considerazione nel corso dei mesi è che tutto sia successo a causa della sostituzione di un ago. Nella struttura erano ricoverate due ragazzine che avevano contratto proprio la malaria durante un viaggio in Burkina Faso. (Continua a leggere dopo la foto)



 

La magistratura ha chiuso l’inchiesta con un’infermiera indagata: “Spesso ci chiediamo come reagiremmo se dovessimo incontrarla” hanno detto i due, non nascondendo la gran rabbia per quella morte assurda che ha segnato per sempre la loro vita. Tanti gli utenti che in queste ore hanno deciso di tornare a commentare una vicenda che aveva colpito molto gli italiani.

Le sorelline uccise dalla madre. Maria Sofia e Gaia avevano 9 e 7 anni quando Giusy Savatta le ha strangolate per poi tentare il suicidio. Un caso che ha gelato l’Italia intera. Ed ecco com’è andata a finire

 

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