Caso Loris, nuove pesanti accuse a Barbara D’Urso: la morte del piccolo, i soldi… Federica Sciarelli e la “guerra totale” alla conduttrice di Pomeriggio 5


 

L’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” si è trasformata in una occasione di polemica a distanza tra Federica Sciarelli e Barbara D’Urso. La conduttrice del programma Rai è tornata su un tema che ha “scaldato” gli ultimi giorni: i compensi percepiti da alcuni familiari di Veronica Panarello per rilasciare le interviste. La giornalista – che sin da primi tempi dell’inchiesta si era detta non disposta a corrispondere denaro ai parenti del piccolo Loris Stival – ha ribadito la sua condanna verso tali atteggiamenti: “Quello che un po’ si è perso è che un bambino è stato ucciso. È un fatto terribile. Le indagini sono finite, è un punto fermo. La procura ha deciso che è stata la madre. Ma, oltre a parlare della mamma del piccolo Loris, Veronica, si parla anche d’altro. Si parla di soldi presi per interviste televisive, di familiari che dicono una cosa quando sono soli e un’altra quando sono davanti alle telecamere. Guardate, noi non facciamo distinzione. Noi diciamo sempre che non paghiamo, se lo fanno quelli della Rai fanno male… ma, insomma, quello che abbiamo letto in queste carte… vi dico solo questo: ci sono alcuni familiari che escono dallo studio televisivo di turno con un assegno in tasca e la cosa più terribile è che di Loris non si parla. In queste interviste si dice l’opposto rispetto a quello che si erano detti nel segreto delle intercettazioni telefoniche. Quando si paga, la testimonianza diventa falsata. Non bisogna mai pagare”.

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In studio era presente l’avvocato di Davide Stival, che ha raccontato quale sia lo stato d’animo dell’uomo, dopo aver appreso che alcune persone hanno guadagnato dei soldi su questa drammatica vicenda: “Il papà di Loris è rimasto scioccato dai comportamenti dei parenti della signora Panarello, ma anche da alcuni comportamenti di membri della sua famiglia di origine. C’è una zia diretta che spesso è tra i protagonisti di questi tentativi di manipolazione”. Lo stesso legale ha aggiunto: “La cosa che balza agli occhi di chi legge quelle pagine è l’assenza di un cenno di umana e cristiana pietà nei confronti di questo bambino. Di tutto si parla, di Lorys no se non in funzione di un – mi passi il termine – depistaggio rispetto a quello che è lo stato attuale delle indagini”.

Poi, un servizio della trasmissione di Rai Tre ha ripercorso le notizie trapelate in questi giorni, circa le interviste rilasciate a pagamento da Carmela Anguzza e da Antonella Panarello, evidenziando che subito dopo il ritrovamento del corpo del piccolo di Santa Croce Camerina, le due donne sembravano essere certe della colpevolezza della mamma Veronica. Certezza che trovava conferma anche nelle telefonate intercettate tra le due donne. Poco dopo, però, come si fa notare nel servizio, Carmela Anguzza ha iniziato a rilasciare diverse interviste in programmi Mediaset, come Domenica Live, in cui esponeva una versione diametralmente opposta a quella sostenuta in principio. Intervistata dal programma della D’Urso dichiarava: “Io sono qua per Veronica, per dire che sto con Veronica, io credo nell’innocenza di mia figlia”.

Nel servizio di Chi l’ha visto si spiega: “La stessa Barbara D’Urso intercettata mentre parla al telefono con Carmela Anguzza, la invita a partecipare nuovamente ad una sua trasmissione perché a suo dire, bisogna rimanere sul pezzo altrimenti l’opinione pubblica si convince che Veronica è colpevole. Addirittura, una collaboratrice del programma dice alla mamma di Veronica che sono più importanti cinque minuti di diretta che un intero processo”.

La denunciata dannosità del modus operandi della D’Urso è spiegata così, tecnicamente, dall’avvocato Scrofani, rilevando che quelle interviste possono manipolare l’opinione pubblica e, di conseguenza, la giuria popolare: “È una manipolazione veramente forte dell’opinione pubblica. Il fatto che le dichiarazioni non siano rese dinanzi all’autorità giudiziaria non rende il fatto meno grave. Magari non assumeranno un rilievo penale, però si va ad influenzare il bacino di tutta l’opinione pubblica da cui saranno estratti i giudici popolari che andranno poi a fare il processo in corte d’assise a Siracusa, se corte d’assise sarà”.

“Sono interviste spesso concordate, si dice di dire questo o quello e spesso si fa riferimento alla necessità di mantenere viva la notizia. C’è un passo in cui il giornalista di turno dice ‘Bisogna stare sul pezzo’. […] Nello stesso giorno si diceva tutto e il contrario di tutto. È un’immagine devastante di quella che è la genuinità dell’informazione. Non è informazione e basta ma è mirata a spostare in modo forte e radicale quello che è l’accertamento puro su quello che è successo quel giorno. Sono alcune espressioni della famiglia che mettono in atto queste manipolazioni”.

Omicidio Loris Stival, sempre più dramma familiare e sconcerto, la madre di Veronica: “Lei una put…, ecco che faceva. In quella casa…”

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