“Una donna che si lascia corteggiare è una put…”: la tesi che lascia senza parole. E a pronunciarla… Quando saprete chi è stato sarà ancora peggio


 

Fa discutere soprattutto perché detto da una donna. Cosa? Che “la seduzione è come la prostituzione”. Sintetizzando, è questo il senso dell’articolo pubblicato dalla giornalista di Liberation, Agnès Giard. Un articolo che sta suscitando forti polemiche perché secondo la Giard una donna in fase di corteggiamento non fa altro che fare bella mostra di sé. L’uomo, nell’offrirle un drink o nel tentare qualunque tipo di approccio, le “promette” velatamente una ricompensa: lo stesso meccanismo alla base delle regole della prostituzione.

 

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Ma una differenza c’è: la donna può accettare il corteggiamento, ma respingere l’uomo. Una prostituta, una volta accettato lo scambio tra amore e denaro, invece non può sottrarsi. Ed è proprio questa sfida, secondo la giornalista, a far preferire al cacciatore la donna più difficile da conquistare. Per lo stesso motivo le prostitute sono stigmatizzate: non permettono all’uomo di esercitare il proprio ruolo, dal momento che non c’è caccia.

 

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La giornalista cita le tesi di due studiose, Deschamp e Tabet, secondo le quali la differenza tra il farsi pagare per fare sesso e il farsi offrire, ad esempio, dei cocktail durante una serata in un locale, è minima. Addirittura l’uomo arriverebbe a spendere molto di più in bibite e regali che per una notte di sesso con una prostituta. Il risultato è che non c’è molta differenza fra una donna “normale” e una prostituta: come sottolinea l’Huffington Post in entrambi i casi, in una cultura maschilista come la nostra, il loro ruolo è quello di essere merce di scambio, di sedurre e di essere conquistata dietro un corrispettivo che sia in denaro o di altro genere.

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