“Non mangiate il pesto e non fatelo mangiare ai vostri figli! È peggio di un hamburger di McDonald’s!”. E dopo il processo al prosecco, un’altra eccellenza della cucina italiana finisce sotto accusa. “Ecco perché fa male alla salute dei bambini”. Cari inglesi, ma stiamo scherzando?


 

Un mese e mezzo fa è toccato al prosecco. Il celebre vino italiano è stato preso di mira dalla stampa inglese perché secondo Zoe Williams, autrice dell’articolo apparso sul The Guardian, causerebbe dei danni irreversibili ai denti a causa del mix ‘micidiale’ di anidride carbonica, alcol e zucchero. A sostenere questa tesi che ha fatto impallidire tutti, anche un dentista inglese, Mervyn Druian del London Centre for Cosmetic Dentistry, intervistato anche dal Daily Mail. E dopo aver specificato che l’eccellenza italiana è il vino più bevuto nel Paese, il giornale britannico elenca altri sei motivi per cui evitare la bevanda, come il fatto che si tratta di un “vino poco costoso”, quindi di bassa qualità, e che l’ubriacatura che ne deriverebbe è particolarmente dolorosa. Inutile dire che l’accusa al prosecco non è stata presa bene dagli italiani. Basta ricordare la replica, affidata a un tweet e sottoscritta dal presidente della Regione Veneto, del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina: “Caro Guardian, dì la verità: il Prosecco fa sorridere anche gli inglesi! Stop fake news grazie”. Ma evidentemente l’invito non deve essere arrivato al mittente, perché adesso, sempre nel Regno Unito, nel mirino è finita un’altra eccellenza italiana: sua maestà il pesto alla genovese. (Continua dopo la foto)








La celebre salsa a base di basilico, pensate, sarebbe dannosa per i bambini, stando all’ultima ‘assurdità’ (passatecela, per favore) riportata dal quotidiano Telegraph. Una ricerca, tenetevi forte, ha stabilito che per i più piccoli una porzione di pesto è peggio di un hamburger di McDonald’s. Motivo? L’affronto – perché questo è un affronto vero e proprio alla tradizione culinaria del Bel Paese – nasce dal presunto contenuto di sale di questo condimento che, ricorda agli inglesi Paolo Ricci Bitti su Il Messaggero, è stato addirittura citato da Virgilio che 2mila anni fa parlava di una leccornia chiamata Moretum, antenato del pesto poi decollato nel 1800 dalla Liguria per conquistare il mondo. Ma veniamo al contenuto di questo studio che ci lascia davvero senza parole. (Continua dopo le foto)





 


Secondo i ricercatori della campagna Consensus Actus su sale e salute, una porzione di pesto contiene 1,5 grammi di sale, mentre l’hamburger del fast food più conosciuto al mondo si ferma a 1,2. E per i bambini dai 4 ai 6 anni, dicono sempre gli inglesi sulla base della tabella del loro servizio sanitario nazionale, in fatto di sale, non si deve superare la quota di 3 grammi al giorno. Meglio non servire, dunque, pasta al pesto ai più piccoli per non compromettere la pressione del sangue e per non aumentare il rischio di infarto. Gli studiosi in questione hanno esaminato due versioni di pesto, le più vendute nel Regno Unito di uno storico marchio italiano e hanno trovato un eccesso di sale. Addirittura più del doppio di quello che si trova nelle noccioline. E, ancora, dicono che nelle etichette non ci sono chiari avvisi, previsti dalla normativa inglese, di questa abbondanza di sale e persino di grassi saturi. Che dire: cari inglesi, allora nutrite i vostri figli con Big Mac e fish and chips. E condite la vostra pasta con le noccioline, aggiunge il giornalista de Il Messaggero. Noi, invece, vi suggeriamo qui sotto la ricetta originale del pesto alla genovese. Alla faccia degli inglesi.

Quante volte vi siete chiesti: ma qual è la ricetta originale del pesto alla genovese? Finalmente la risposta. Le origini e la storia di questo profumatissimo piatto (ovviamente made in Liguria)

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