I baby rom a scuola di ladri prima di ”lavorare”, ed ecco quanto guadagneranno! (Da non credere)


 

Scoperta una scuola di ladri per rom a pochi chilometri da Roma, a Castel Romano. A riportare la notizia è Il Gazzettino. Il ‘villaggio della solidarietà’ si trova lungo la via Pontina e ospita quasi mille rom, di cui 520 minori. Qui si perfezionano le tecniche del borseggio, poi, dopo un’accurata selezione, i migliori vengono smistati nelle città che rendono di più. Venezia è una di quelle: al momento sono un paio di ragazzine le più brave a sfilare portafogli ai passanti, capaci di portare a casa 3mila euro ogni giorno.

 

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Ma a Mestre e a Venezia non ci sono solo rom che vivono di accattonaggio, si legge sempre sul Gazzettino. Lì vivono intere famiglie che si danno da fare anche con la prostituzione, non solo con i borseggi. I capi di ogni famiglia sono dei veri manager, sono in contatto tra loro ma fanno finta di non conoscersi. Lo spiega Claudio Donadel, un esperto che sta studiando i fenomeni migratori dei rom in Europa dopo aver analizzato quello della tratta di prostitute e prostituti: ”Il racket non c’è, semmai è un racket familistico – spiega Donadel – e attenzione a trattarli da pezzenti. Non sono migranti, sono trasfertisti, gente che viaggia per il mondo in cerca di lavoro, che sia chiedere la carità o borseggiare i turisti a Venezia”.

I capifamiglia sono in grado di muovere decine di persone da un posto a un altro e in testa hanno solo una cosa: il business. I soldi finiscono sempre in Romania, nei villaggi che la caduta del muro di Berlino ha svuotato e che contenevano 10 milioni di nomadi. Ora sono in giro nei paesi europei, ma non vogliono essere inseriti o aiutati, per loro l’Europa è solo e soltanto una vacca da mungere e Venezia il suo epicentro.

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