”Vorrei abbracciarla”: la lettera di Schettino per la più piccola bimba morta nel naufragio


 

Nel libro che l’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino che ha presentato pochi giorni fa, ”Le verità sommerse”, c’è anche una lettera. L’ha scritta alla mamma di Dayana, la più piccola delle 32 vittime del terribile naufragio avvenuto il 13 gennaio 2012 al largo dell’isola del Giglio. La bimba aveva solo 5 anni quando morì: i sommozzatori, riporta il quotidiano Il Giorno, la trovarono 40 giorni dopo abbracciata al suo papà. E Schettino, 3 giorni dopo la tragedia, quando era ancora ai domiciliari, scrisse la lettera alla mamma Susy Albertini : ”Sappia – si legge – che nelle fasi dell’emergenza ho agito con piena coscienza, prima come uomo e poi comandante. Ancora oggi ritengo fermamente che la nave non si sarebbe dovuta ribaltare, condizione anomala che non ha permesso a Dayana e agli altri di porsi in salvo. Voglia accettare la mia vicinanza al suo immenso dolore”.

Sull’inchino, invece, quel passaggio sopra gli scogli che ha portato al naufragio, neanche una parola. Poi continua nella lettera: ”Lei, Susy, attinge alla forza che il Cristo morente ha voluto donarci, che ha in sé tutto il bene, la corazza che non permette l’intrusione della divisione e dell’odio, che non dà spazio a giudizi affrettati, capaci di condannare nelle pubbliche piazze. Mi rincuora saperla forte, le sue parole ne sono tangibile evidenza. Vorrei abbracciarla – conclude”. Susy, la madre di Dayana, a questa lettera non ha mai risposto.

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