Vanessa e Greta: “Vogliamo tornare in Siria”. Giorgia Meloni: “Prima ridateci i soldi del riscatto”


 

Era scontato e forse anche inevitabile: le parole di Vanessa Marzullo, una delle due cooperanti rapite in Siria e poi liberate grazie all’impegno del governo italiano, non potevano passare inosservate, senza suscitare un dibattito. Legittimo. Vanessa, in un’intervista a Repubblica, ha difatti manifestato il desiderio – suo e di Greta Ramelli – di tornare presto laggiù. Dove, va chiarito, la situazione è caratterizzata dalla stessa confusione e pericolosità del momento in cui le due cooperanti furono rapitei militanti di al-Nusra. Immediata la reazione di Giorgia Meloni: “Vanessa e Greta vogliono tornare in Siria? Prima restituiscano agli italiani tutti i soldi che lo Stato ha speso per loro”. La leader di Fratelli d’Italia insiste: “Vista la scelta consapevole delle due, mi auguro che questa volta, in caso di nuovo rapimento, il governo non voglia pagare un nuovo riscatto”.

Dello stesso avviso Matteo Salvini, Lega nord: “Possiamo aprire una sottoscrizione per pagare loro il biglietto di sola andata?”, ha detto a Radio Padania. “Perseverare è diabolico. Non so se ci sono o ci fanno. Ragazze, fate volontarie sotto casa vostra e se volete andare in zona di guerra firmate una bella liberatoria e speriamo che non capitino nulla: non siano i cittadini italiani a rimetterci un solo centesimo”.

Riecco Greta e Vanessa, dopo tante polemiche (e soldi spesi per liberarle): “Torniamo in Siria”