Siani e il ragazzino sovrappeso, è stata una battutaccia: la sensibilità umana prima degli applausi


Si fa gran parlare attorno al politicamente corretto che ha la sua utilità perché rompe le brutte abitudini di affidarsi a pregiudizi e insulti facili. Purché, ci è capitato di dire in una precedente occasione, non si cada nella dittatura del politicamente corretto che sarebbe un eccesso di prudenza e, come tale, un limite consistente alla libertà di espressione e pensiero. Però l’uscita di Alessandro Siani è discutibile. Sì, è un ottimo attore, uno di quelli che riesce al meglio, e senza volgarità, a trascinare l’allegro spirito partenopeo. Che, come noto, è fatto anche di battute. Quella di ieri a Sanremo, però, è parsa eccessiva. Va bene, sono arrivate le scuse, la foto col ragazzino via Twitter e l’idea di devolvere il compenso a due ospedali pediatrici. Ma resta una battutaccia, soprattutto considerando che l’obesità è una delle sfide che la società dovrà prima o poi affrontare e anche tenendo presente che un ragazzino un po’ su di peso è già normalmente vittima di scherno tra compagni di scuola e di gioco. Perché infierire, dunque? Con l’aggravante di averlo fatto davanti a milioni di telespettatori. Qualcuno minimizza sottolineando che era un siparietto preparato. Allora è anche peggio perché metterebbe in evidenza una sorta di premeditazione. Né può valere – sulla base di ciò che affermano altri ancora – il fatto che Siani e il ragazzino siano conoscenti. Il punto è la sensibilità umana. E un comico è bravo se riesce a non violarla per ottenere applausi.

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