Giletti si scusa (non troppo) dopo la lite con Capanna: “Ho esagerato ma difendo il popolo”


“Mi sono scusato con Capanna e mi scuso col pubblico, però di quella giornata non ricordo il lancio del libro ma le lacrime di una ragazza, fuori dallo studio, che mi ha detto: ‘Grazie per quello che fa per noi’. Rispetto il libro, ma era privo di contenuto se non c’erano le risposte sui privilegi dei politici”. Massimo Giletti, su Repubblica, si scusa ma allo stesso tempo si difende per lo scontro sui vitalizi con Mario Capanna in diretta tv a “L’Arena”.

Una lite che è proseguita con la minaccia di querela da parte dello scrittore nei confronti del presentatore. Ma Giletti è sereno: “Conosco l’intelligenza di chi sarà chiamato a valutare il caso”, spiega. “Capanna lo rispetto, ci ha messo la faccia e continuo a rispettarlo anche se la penso – prosegue il presentatore tv – in modo totalmente diverso da lui. Peccato però. Difendeva i diritti degli operai e non ha capito che oggi c’è un ulteriore scontro, i ragazzi non avranno più la pensione”.

Un gesto forte il suo, con il lancio in terra del libro. “Sì, è stato un gesto poco piacevole, ma lui ha detto che non avrebbe più pagato il canone per colpa di persone come me, definendomi uno che ‘coglioneggia’”. Oltre a tutelare se stesso, Giletti difende la sua trasmissione. “L’Arena fa un’inchiesta che dura cinque mesi sui piloti che prendono le pensioni d’oro, e anziché essere valutati su questo, sono giudicato sul lancio del libro. Un programma con 4 milioni e mezzo di spettatori”.

Ma lui è stato anche accusato di demagogia per la linea editoriale intrapresa, quella di “aizzatore”. “Se vuol dire essere dalla parte del popolo sono populista, ma la demagogia no, guardi, non mi appartiene”, conclude.

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