Sempre questa sensazione di inquietudine, di attesa d’altro


Nemica dell’ipocrisia, Gioconda Belli in ogni poesia mette a nudo se stessa parlando dei suoi amori e delle sue intense passioni, raccontando, come solo una donna può fare,  le sensazioni di una vita interiore intensa e travolgente.

Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
tristezza inspiegabile,
la noia o l’ansia sfrenata
di rassettare questa o quella stanza,
di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
e intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
creare la mia felicità con
ingredienti da ricetta di cucina,
succhiandomi le dita di tanto in tanto,
di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
che sono un barile senza fondo,
sapendo che “non mi adeguerò mai”,
ma cercando assurdamente di adeguarmi
mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
si dilatano come pori infiniti
in cui si annida una donna che avrebbe
voluto essere
uccello, mare, stella,
ventre profondo che dà alla luce Universi
splendenti stelle nove…
e continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
bianchi bioccoli di cotone,
raffiche di poesie che mi colpiscono
tutto il giorno e
mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
pallone per contenere
il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
a cucirmi un vestito di sole,
di luna, il vestito verde color del tempo
con il quale ho sognato di vivere
un giorno su Venere.

 

Siempre esta sensación de inquietud.
De esperar más.
Hoy son las mariposas y mañana será
la tristeza inexplicable,
el aburrimiento o la actividad desenfrenada
por arreglar este o aquel cuarto,
por coser, por ir aquí o allá a hacer mandados,
mientras trato de tapar el universo con un dedo,
hacer mi felicidad con ingredientes de receta de cocina,
chupándome los dedos a ratos y a ratos
sintiendo que nunca podré llenarme,
que soy un barril sin fondo,
sabiendo que “no me conformaré nunca”
pero buscando absurdamente conformarme
mientras mi cuerpo y mi mente se abren,
se extienden como poros infinitos
donde anida una mujer que hubiera
deseado ser pájaro,
mar, estrella, vientre profundo
dando a luz universos,
novas relucientes…
y ando reventando palomitas de maíz en el cerebro,
blancas motitas de algodón,
ráfagas de poemas que me asaltan
todo el día y hacen
que quiera inflarme como
globo para llenar el mundo, la naturaleza,
para empaparme de todo y estar en todas partes,
viviendo una y mil vidas diferentes…
Mas he de recordar que estoy aquí
y que seguiré anhelando,
agarrando pizquitas de claridad,
haciendo yo misma mi vestido de sol,
de luna, el vestido verde-color de tiempo
con el que he soñado vivir
alguna vez en Venus.”

 







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