Che dolcezza infantile nella mattina tranquilla…


 

Federico Garcia Lorca (Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 19 agosto 1936) è considerato il più popolare poeta di lingua spagnola e uno dei principali rappresentanti del teatro moderno. La sua poesia, centrata principalmente sui temi del destino e della morte, affonda le radici nella cultura andalusa, caratterizzata da una fusione di elementi arabi e gitani. I suoi versi cantano passioni umane elementari in una forte compenetrazione di sogno e realtà. I lavori teatrali, oltre a far propria l’eredità dei canti gitani, mutuano elementi dei canti tradizionali spagnoli e della poesia surrealista. La lingua fonde spontaneità e raffinato lirismo, creando immagini sorprendenti e originali metafore.

 

Che dolcezza infantile

nella mattina tranquilla.

Gli alberi tendono

le braccia verso la terra

Un vapore tremulo

copre i seminati

ed i ragni tendono

le loro strade di seta

– incrinature sul cristalli pulito

del vento.

 Sul viale,

una fonte recita

il suo canto fra l’erbe.

E la lumaca, pacifica

borghese del sentiero,

umile e ignorata

contempla il paesaggio.

La pace divina

della natura

l’ha rincuorata,

e dimenticando le pene

della casa, desiderò

vedere la fine del sentiero.

Camminando s’internò

in un bosco d’edere

 e d’ortiche. In mezzo

c’erano due rane vecchie

a prendere il sole,

tristi e malate.

 

 







 

 

 

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