Tu mi cammini innanzi lenta come una regina


Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967), poeta di origini liguri ingiustamente dimenticato dal grande pubblico, nei suoi versi racconta un mondo fatto di cose semplici.  A differenza di altri scrittori vociani, che vanno alla ricerca di un linguaggio nuovo, espressivo e ricco di metafore ardite e audaci, espresso in forme stilistiche nuove, la scelta poetica di Sbarbaro premia gli endecasillabi sciolti, (come il Leopardi dei Grandi idilli), e promuove un’espressività scarna e ridotta all’essenziale.

Io che come un sonnambulo cammino

Io che come un sonnambulo cammino
per le mie trite vie quotidiane,
vedendoti dinanzi a me trasalgo.

Tu mi cammini innanzi lenta come
una regina.
Regolo il mio passo
io subito destato dal mio sonno
sul tuo ch’è come una sapiente musica.
E possibilità d’amore e gloria
mi s’affacciano al cuore e me lo gonfiano.
Pei riccioletti folli d’una nuca
per l’ala d’un cappello io posso ancora
alleggerirmi della mia tristezza.
Io sono ancora giovane, inesperto
col cuore pronto a tutte le follie.

Una luce si fa nel dormiveglia.
Tutto è sospeso come in un’attesa.
Non penso più. Sono contento e muto.
Batte il mio cuore al ritmo del tuo passo.

 







 

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