Quei mostri che ogni giorno “stuprano” Venezia


La mostra inaugurata a Milano è «un atto di denuncia e un gesto d’amore» e si capisce che nulla, se non l’amore, può spingere un grande fotografo come Berengo Gardin, oggi ottantatreenne, ad appostarsi a Venezia, alle prime luci del mattino per scattare – tra il 2012 e il 2014 – le trecento immagini in bianco e nero dalle quali ha poi selezionato le 27 dell’esibizione. Trovare i soggetti da fotografare non è stato un problema: «Ci sono stati giorni – racconta Gianni Berengo Gardin – in cui tra arrivi e partenze mi sono passate anche sedici navi sotto gli occhi». Bastava svegliarsi all’alba per avere davanti a sé – e nell’obiettivo – lo spettacolo terrificante dei colossi delle crociere nel Canale della Giudecca, a Venezia.  Il titolo è Mostri a Venezia, la sede è la Villa Necchi Campiglio: la mostra è aperta fino al 28 settembre, da mercoledì a domenica, dalle 10 alle 18. «Si tratta – dice netto Berengo Gardin – di un lavoro di denuncia. Il passaggio delle grandi navi passeggeri aggredisce un equilibrio ambientale già fragile, e alle fondamenta di Venezia fa danni che non vediamo ma che sono potenzialmente gravissimi. Sono immagini fuori scala, forti, un po’ assurde, che sembrano artificiali, modificate con Photoshop. E invece sono pura e semplice realtà».

 








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