Colorato, vitale, bizzarro, infantile, ironico, conturbante: questo è il mondo di Keith Haring. L’artista che sconvolse il mondo alla fine degli anni ’70. Tutto quello che c’è da sapere sulla sua arte


 

Keith Haring a Milano, un’occasione unica, assolutamente da non perdere. Basterebbero queste poche parole per invogliare gran parte del pubblico ad una delle mostre più interessanti di questo 2017 all’insegna della cultura e dell’arte figurativa. Ma vale la pena spendere due minuti per raccontare cosa rende le opere di questo geniale artista ai vertici della critica internazionale. 110 opere, molte di grandi dimensioni, alcune inedite o mai esposte in Italia, provenienti da collezioni pubbliche e private americane, europee e asiatiche. Colorato, vitale, bizzarro, infantile, ironico, conturbante. Questo è il mondo di Haring, pittore e street artist americano a cui una mostra, allestita al Palazzo Reale di Milano, rende omaggio. L’evento vuole ricostruire la carriera di colui che ha esordito alla fine degli anni Settanta, per poi diventare il principale esponente dell’arte dei graffiti. E neanche a dirlo, l’esposizione milanese rende il senso profondo e la complessità della ricerca di Haring, mettendo in luce il suo rapporto con la storia dell’arte. Le opere dell’americano vengono messe a confronto con le sue fonti di ispirazione, dall’archeologia classica alle arti precolombiane, dalle figure archetipe delle religioni alle maschere del Pacifico, dalle creazioni dei nativi americani fino ai maestri del Novecento, quali Jackson Pollock, Jean Dubuffet e Paul Klee. (Continua dopo la foto)







In una sintesi narrativa di archetipi della tradizione classica, arte tribale ed etnografica, immaginario gotico e cartoonism, linguaggi del suo secolo ed escursioni nel futuro con l’impiego del computer in alcune sue ultime sperimentazioni, Haring ha creato un universo popolato da bambini radioattivi, personaggi dei cartoni animati e dei fumetti, richiami esotici e primitivi, immagini proprie della cultura underground metropolitana. Evidente come il lavoro di Haring è stato espressione di una controcultura socialmente e politicamente impegnata su temi propri del suo tempo: la droga, l’Aids (malattia che uccise lo stesso artista a soli 31 anni), la minaccia nucleare, l’alienazione giovanile, la discriminazione razziale e delle minoranze, l’arroganza del potere. (Continua dopo le foto)








 

Entusiaste le persone che hanno già visitato: “L’organizzazione è stata perfetta così come la visita. l’orario di ingresso è stato rispettato ed è valida l’opportunità di poter saltare la fila. per quanto riguarda la mostra direi che è stata ben curata e particolarmente ricca di opere dell’autore. anche l’audio guida si è rivelata molto utile”, scrive Angelo. “La mostra ha rispettato le mie aspettative. Il sevizio è stato molto buono. Ottima l’idea delle audioguide”, commenta invece Stefano. L’evento è iniziato il 21 febbraio e terminerà il 18 giugno 2017. Il biglietto è intorno ai 15€, ma diverse riduzioni sono disponibili alla cassa.

Ti potrebbe anche interessare:  “Guardate un po’ che opera d’arte”. La svolta sexy dell’ex star del Grande Fratello: tutta nuda, pubblica su Instagram uno scatto che mostra il suo ultimo tatuaggio, realizzato proprio lì

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it