Il Principe dei Sogni, la bellezza maestosa e raffinata degli arazzi cinquecenteschi


Per la prima volta dopo 150 anni, i venti arazzi cinquecenteschi commissionati da Cosimo I De’ Medici ad Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati e realizzati per la Sala de’ Dugento di Palazzo Vecchio, tornano eccezionalmente ad essere esposti insieme in una mostra unica ospitata al Palazzo Reale di Milano dal 29 aprile 2015 al 23 agosto 2015



 

“Questi capolavori, finalmente riuniti, rappresentano una storia universale di passione e riscatto, miseria e gloria, meschinità e giustizia, dentro la quale non solo Cosimo De’ Medici poteva riconoscere la sorte della sua casata, ma ciascuno poteva allora e può ancora oggi  ritrovare una parte della propria esperienza e del suo stesso sentire. La testimonianza preziosa di una delle stagioni più gloriose della nostra storia dell’arte – ha commentato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che è anche membro del Comitato Scientifico della mostra -.

 


La tecnica, antica e raffinatissima, con la quale gli arazzi sono stati realizzati rappresenta uno dei momenti più alti di quella capacità di fondere creatività artistica e sapere artigianale, che è propria dell’operosità del nostro Paese che ancora oggi costituisce la linfa della vitalità culturale ed economica italiana, e in particolare milanese”.  Questa serie di panni monumentali, oggetto di un complesso e pluridecennale restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e il Laboratorio del Quirinale, rappresenta una delle più alte testimonianze dell’artigianato e dell’arte rinascimentale. Gli arazzi con le Storie di Giuseppe vennero commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553 per la Sala de’ Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze. I disegni preparatori furono affidati ai maggiori artisti del tempo, primo fra tutti Pontormo. Ma le prove predisposte da quest’ultimo non piacquero a Cosimo I, che decise di rivolgersi ad Agnolo Bronzino, allievo di Pontormo e già pittore di corte, e a cui si deve parte dell’impianto narrativo della serie. 


Tessuti alla metà del XVI secolo nella manifattura granducale, tra le prime istituite in Italia, furono realizzati dai maestri arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher sui cartoni forniti da Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati.