Antonio ha 97 anni e per via del terremoto non ha più una casa. Ora, come tanti suoi concittadini, ha trovato rifugio in una palestra. È dura alla sua età affrontare una tragedia simile ma per fortuna non è solo in quel letto. La foto (d’amore vero)


 

Sono sufficienti le fotografie choc che da mercoledì mattina circolano in rete e rimbalzano su quotidiani e televisioni di tutto il mondo a raccontare gli effetti devastanti che il sisma ha provocato nel cuore dell’Italia. Paesi interi andati distrutti, lacrime e disperazione negli occhi di chi ha perso tutto, i propri cari e la casa, la forza e la lotta contro il tempo degli angeli del soccorso che continuano senza sosta a cercare i dispersi tra le macerie. Una tragedia immensa che, stando all’ultimo drammatico bilancio, conta 267 vittime e oltre 350 feriti. Ma poi ci sono anche altre fotografie. Scatti che stringono il cuore e che, in questi giorni difficili e concitati, fanno bene all’anima.

A riportare la notizia è La Stampa. Anzi, per precisione La Zampa, la sezione dedicata agli animali.

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È stata scattata ad Amatrice. Il signore disteso su un letto di ospedale, allestito in una palestra dove molti suoi altri suoi concittadini hanno trovato rifugio, si chiama Antonio Putini. E sempre come tanti altri suoi concittadini ora è uno sfollato: la sua casa è stata resa inagibile dalle scosse.

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È la sua mano, appoggiata alle sbarre del letto, a rivelare l’età. Il signore Antonio di primavere ne ha viste 97, quindi per lui è ancora più dura affrontare la tragedia che ha colpito il suo paese, distrutto la sua casa e sconvolto la sua vita e quella di tutti gli abitanti di Amatrice. Ma il signor Antonio non è solo.

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Con lui c’è il suo piccolo cane maltese che, donandogli il calore e l’affetto incondizionato di cui solo gli animali sono capaci, gli resta accanto. Sembra impaurito ma ha gli occhi aperti, come se volesse vegliare sul suo amico umano, un collare e il guinzaglio che però non è legato ma penzolante. Potrebbe andarsene e invece rimane ai suoi piedi, pronto a proteggere il suo padrone da tutto. 

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In un’altra foto, sempre lo stesso anziano è sveglio. E sembra allungare il braccio sinistro proprio verso il suo peloso, quasi ad assicurarsi che sia ancora lì, accanto a lui. Questi scatti sono la testimonianza di una grande, grandissima prova d’amore che in mezzo a tanta disperazione fa bene agli occhi e al cuore.

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