I Pokémon “della vergogna”: stavolta gli animaletti immaginari spuntano tra morte e distruzione. Cosa sta succedendo


 

La fama di Pokemon Go è arrivata anche in Siria: il videogioco di realtà aumentata più popolare del mondo si mischia al dramma della guerra. L’opera fotografica di Khaled Akil, artista di Aleppo, crea un impatto forte mischiando la frivolezza del gioco alle immagini drammatiche della guerra. I piccoli mostriciattoli del manga giapponese si nascondono tra le macerie di palazzi bombardati , accanto a un carro armato o vicino a bambini impauriti da ciò che vedono e vivono.

L’opera si chiama “Pokemon Go in Syria – Part 1” e consiste in un fotomontaggio che unisce le immagini del gioco e quelle reali del Paese devastato da cinque anni di guerra.

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“Mi sono reso conto di questa inquietante contraddizione tra l’allegro mondo dei Pokemon e i pericoli che i siriani vivono ogni giorno”, ha spiegato l’artista ad Al Jazeera, “Mi sono chiesto come sarebbe stato cacciare i Pokemon tra le rovine siriane, e come un’applicazione per cellulari riesca ad attrarre più attenzione che le atrocità commesse nel mio Paese”.

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Il lavoro Khaled Akil non è l’unico appello che affianca i mostriciattoli alla drammatica realtà del suo paese. Il precedente lavoro, molto simile, è di pochi giorni fa e si aggiunge alla campagna lanciata su Twitter con protagonisti i bambini siriani che chiedono attenzione e aiuto riguardo alla situazione drammatica che vivono ogni giorno. “Trovateci e salvateci”, l’appello sui fogli in cui erano raffigurate le immagini di Pokemon Go.

“Invece dei Pokemon trovate e salvate noi”. L’appello dei bambini siriani commuove il mondo. Immagini che non hanno bisogno di essere commentate

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